AFRICHE IN CORSO - DOSSIER GENNAIO 2020

Africa occidentale. La fuga e il voto

È l’area da cui scappano più persone in cerca di fortuna o per allontanarsi dalla violenza terroristica. Alcuni si aspettano risposte dalle urne: Costa d’Avorio, Togo, Ghana, Camerun i principali paesi da cui si attende un segnale di cambiamento dalle elezioni. Pure illusioni?

di Antonella Sinopoli, da Accra

Si chiama sicurezza la sfida che attende l’Africa occidentale nel 2020. Sfida che si lega a scelte politiche ed economiche che peseranno (nel bene e nel male) sulle giovani generazioni. Diciotto anni è l’età media della popolazione di questa parte del continente, oltre 395 milioni di persone.

Secondo un’indagine del Pew Reserch Center, nel 2017 più della metà (51%) dei migranti provenienti dall’Africa subsahariana e arrivati negli Usa sono partiti da Nigeria e Ghana (oltre che dall’Etiopia). In Italia – nonostante la percezione errata – la presenza di questi “stranieri” (dati 2018) non va oltre, invece, il 2,06% (Nigeria, Senegal).

La voglia di partire è sempre tanta e – come rivela Afrobarometer – legata all’obiettivo di cercare altrove maggiori opportunità. Ma si lasciano anche paesi da tempo coinvolti in spirali di violenza o che rischiano di essere travolti da una pericolosa onda di instabilità.

L’indice 2019 del terrorismo mondiale ha segnato l’Africa in rosso. Il moltiplicarsi delle azioni di Boko Haram e l’espansione del raggio di azione di questo gruppo terroristico è fonte di forte preoccupazione. La Nigeria – soprattutto il nordest – è il paese più colpito. In un decennio si contano 30mila vittime e 3 milioni di sfollati. Ma il terrorismo ha superato da tempo i confini di quel paese. Basti pensare al...

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