Repubblica Centrafricana

Ricompare Bozizé

A sorpresa, l’ex presidente golpista è rientrato a Bangui e sembra intenzionato a candidarsi alle presidenziali previste tra un anno, nonostante i suoi guai giudiziari. Una mossa che scombina i piani dell’attuale presidente Touadéra

di Gervais Lakosso*

Nella notte tra il 15 e 16 dicembre 2019, del tutto inatteso, l’ex presidente della Repubblica Centrafricana, François Bozizé, in carica dal 2003 al 2013, è rientrato clandestinamente a Bangui. Le ipotesi attorno al suo rientro hanno stuzzicato non poco l’immaginazione dei banguissois, tuttavia nessuno conosce veramente quali vie lo abbiamo condotto nella capitale. Bozizé il suo partito rifiutano di dare spiegazioni al riguardo.

I social media sono presi d’assalto da commenti e post tra i quali quelli di Fidèle Ngouandjika, chiassoso ministro e consigliere speciale del presidente in carica Faustin Archange Touadéra, il quale prima ha criticato Bozizé e poi ha tenuto un discorso che alterna encomi e dubbi.

Sul tema il governo è nebuloso. Finora nessuna dichiarazione ufficiale. È stata indetta una conferenza stampa e poi annullata senza motivo. Il 19 dicembre, il ministro della Comunicazione e portavoce del governo ha confermato il ritorno di Bozizé e sottolineato che usufruirà dei vantaggi legati alla sua posizione di ex presidente (in virtù di un disegno di legge in corso di preparazione), mentre il governo e la comunità internazionale discuteranno della sua situazione giudiziaria.

Chiaro che in una situazione del genere Touadéra non si sente granché a suo agio. Ha un rompicapo difficile da risolvere. Manca soltanto un anno alle elezioni legislative e presidenziali. Bozizé è arrivato giusto in tempo per non infrangere una delle disposizioni del codice elettorale: tutti i candidati devono essere presenti continuativamente sul territorio nazionale almeno un anno prima del voto. Ad oggi, pur essendo sempre incombente un’eventuale condanna giudiziari, nulla impedisce a Bozizé di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali.

Chi è lo sponsor?

Per Touadéra si presenta a questo punto un dilemma non di poco conto. Mandare Bozizé davanti alla Corte penale internazionale o ad un’autorità giudiziaria nazionale scatenerebbe un grave malcontento dei suoi sostenitori e di una buona parte della popolazione che non comprenderebbe perché la giustizia si accanisce contro i centrafricani e non interviene invece con alcun tipo di sanzione contro i mercenari stranieri, che pullulano nel paese e commettono crimini di guerra e contro l’umanità. La pensano così anche ambienti governativi, parlamentari e militari. D’altra parte, se Bozizé si candiderà alle prossime elezioni, Touadéra non avrà alcuna chance di essere rieletto poiché il suo elettorato è formato in gran parte dai sostenitori di Bozizé, che l’avevano votato nella speranza che avrebbe fatto dei favori al loro leader. Ma Touadéra non è stato affatto generoso nei confronti di colui che l’aveva introdotto in politica e voluto come primo ministro negli ultimi cinque anni del suo regime.

Nessuno conosce le vere intenzioni di Bozizé. Se si cerca di leggere tra le righe, ci si può immaginare che non è rientrato per i begli occhi di qualcuno. Ha già presieduto una riunione e firmato importanti decisioni che riorganizzano il suo partito, Knk (Kwa Na Kwa, in lingua Sango: il lavoro, nient’altro che il lavoro). Inoltre lo scorso 19 dicembre ha ricevuto tutti i leader dell’opposizione e presieduto un meeting davanti a una marea di suoi sostenitori e curiosi alla scuola Boeing, uno dei quartieri dei suoi militanti.

La sua presenza sul territorio nazionale tiene aperti non pochi interrogativi. Come ha potuto atterrare sul territorio nazionale senza farsi arrestare? Chi ha organizzato il suo viaggio? Chi ha interesse perché si trovi a Bangui in questo momento? Chi approfitterà dei probabili disordini che la sua presenza causerà? Sarà il tempo a fornire le risposte.

 

* Coordinatore di E Zîngo Bîanî, piattaforma della società civile centrafricana