Vincenzo Passerini

Tempi feroci. Vittime, carnefici, samaritani

Gabrielli, 2019, pp. 206, € 16,00

Un invito perentorio a schierarsi. Rivolto ai cristiani, prima che agli altri. Perché sono troppi coloro fanno finta di non vedere quello che sta accadendo ogni giorno: profughi e migranti umiliati, torturati nelle prigioni libiche (paese in guerra civile dal 2011, con il quale il governo ha appena rinnovato un’intesa per la “gestione” dei migranti), respinti da decreti stupidi e disumani, lasciati annegare nel Mediterraneo.

L’autore propone una serie di riflessioni – alcune inedite altre pubblicate in una prima versione su l’Adige, Trentino, il Margine, il Dolomiti.it – che toccano gli anni 2018-2019 e che hanno il pregio di non girare intorno al problema. «Ma quale civiltà c’è da difendere? E da chi? Noi siamo gli assassini dei nostri più grandi valori. La civiltà europea affoga nel mare insieme agli infelici che essa si rifiuta di salvare. E questo crimine si compie tra gli appalusi delle folle».

E ancora: «L’Occidente è in guerra con i migranti, ma non vuole ammetterlo. Fa loro guerra, coi muri, con le leggi, vendendo armi ai regimi oppressori, sfruttando le ricchezze dei loro paesi, ma non vuole guardare le vittime delle sue guerre». Passerini è stato tra gli animatori di iniziative culturali e politiche quali la Rosa Bianca, il Margine, La Rete, Costruire Comunità.

È stato consigliere regionale del Trentino-Alto Adige dal 1993 al 2003, ha presieduto dal 2011 al 2014 il Punto d’incontro (fondato da don Dante Clauser 1923-2013) che a Trento accoglie le persone senza dimora. È il suo quarto libro sul tema delle migrazioni.