CORROMPIAMOLI A CASA LORO - DOSSIER NOVEMBRE 2019

Lesotho, le prime condanne occidentali

Per le tangenti al megaprogetto di gestione delle acque del fiume Arancione, oltre all’ex direttore Masupha Sole, hanno subìto una condanna anche 4 corporation, tra cui l’italiana Impregilo.

di Antonio Tricarico

Andando a sfogliare la carta geografica, si scopre che il Lesotho è poco più di un puntino. Si fa fatica a trovarlo, incastonato com’è nel vasto territorio del Sudafrica. Questo piccolo stato enclave – popolato da meno di due milioni di basotho, la maggior parte dei quali vive sotto la soglia di povertà – ha portato avanti per decenni un megaprogetto di gestione delle acque del fiume Arancione, secondo al mondo solo alla mastodontica diga delle Tre Gole in Cina.

Il progetto consta di ben 5 grandi dighe che incanalano l’acqua verso l’assetata regione del Gauteng in Sudafrica, quella di Johannesburg. Un’opera diventata famosa soprattutto per uno storico caso di corruzione tra i più eclatanti degli ultimi decenni, oltre ai soliti impatti socio-ambientali di vasta portata, e in larga parte irrisolti, associati con le faraoniche grandi dighe.

Finanziato dalla Banca mondiale sin dagli anni ’80, a beneficio dell’allora governo razzista del Sudafrica, la lotta alla corruzione nel Lesotho Highlands Water Project ricorda molto la sfida di Lilliput contro il gigante Gulliver, e fissa un...

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