Festival di Cinema Africano di Verona

39 anni di Cinema africano

30 film, 115 proiezioni, più di 7500 studenti. Riparte l’8 novembre a Verona il Festival di Cinema Africano. Uno sguardo che abbraccia nelle sale 15 paesi del continente.

di Redazione

Lo sguardo cinematografico delle Afriche torna a Verona, dall’8 al 17 novembre, con registi e registe che appartengono a 15 paesi differenti, dal Kenya al Rwanda, dal Madagascar all’Egitto, dalla Mauritania allo Swaziland, passando per Sudan, Sudafrica, Burkina Faso, Algeria, Nigeria, Tunisia, Marocco, Ciad e Senegal.

Uno sguardo, questo della 39esima edizione del Festival di Cinema Africano, che inizia a mettersi a fuoco a partire dal manifesto e dalla mostra presente al Museo africano di Verona che hanno come protagonista l’artista keniano Cirus Kabiru e i suoi occhiali simili a maschere che nascono da prodotti di scarto diventando nuovi oggetti d’arte. Metafora della capacità di cambiare prospettiva e guardare con altri occhi, dando significati che vanno oltre quel che sembra.

Per contribuire al cambiamento di visione, per andare al di là della percezione restrittiva, contaminata da pregiudizi e prese di posizione che hanno poco a che fare con l’orizzonte, anche culturale, ampio e variegato che caratterizza questo continente, il Festival di Cinema Africano propone quest’anno, tra Verona e 25 comuni della provincia, 115 proiezioni ed eventi, riuscendo a coinvolgere, oltre al pubblico in sala, oltre 7.500 studenti e studentesse e 600 docenti di scuole di ogni ordine e grado.

Anno dopo anno, il Festival è cresciuto. Non più solo cinema in sala, ma workshop con i nuovi cittadini italiani di origine straniera, quest’anno con l’attrice Takoua Ben Mohamed e il musicista Tommy Kuti; aperitivi con i registi e le comunità africane presenti nel territorio, presentazioni di libri, spettacoli teatrali e laboratori per famiglie.

Ed è cresciuto anche il numero delle giurie coinvolte: quella internazionale, che visionerà le due sezioni in concorso, PanoramAfrica (lungometraggi) e Africa Short (corti), e quella di esperti per la sezione Viaggiatori&Migranti, dedicata ai film che hanno come tema le migrazioni. Quella dello Spazio scuole, che coinvolge ogni anno un istituto cittadino differente, quella degli studenti dell’Università di Verona, cui si aggiunge la giuria dei detenuti della Casa circondariale di Montorio, che visionano i lungometraggi insieme alla direzione artistica.

L’intero programma della 39esima edizione del Festival è consultabile sul sito.