Paolo Giglio e Stefano Bechis

Nuova energia per l'Africa. 45 anni di cooperazione controcorrente nel Sahel

L’Harmattan, 2019, pp. 194, € 20,00

La tesi, non nuova e non esaustiva, è che per porre rimedio alla fragilità strutturale di tante economie africane va creato un ambiente favorevole al “fare impresa”, consentendo ai tanti giovani che oggi cercano opportunità in altri continenti di diventare l’energia principale della trasformazione. Un approccio che dovrebbe consentire la trasformazione di materie prime oggi esportate a basso costo, la creazione di un mercato di consumo interno dei prodotti trasformati, la nascita di un ceto medio produttivo. E in questa prospettiva anche la cooperazione allo sviluppo deve cambiare passo. A sostenerlo sono due persone che conoscono l’Africa non per sentito dire. Paolo Giglio vive dal 1973 in Niger dove si è occupato di creazione di microimprese, attività agro-pastorali, meccanizzazione agricola, irrigazione. Stefano Bechis, laureato in agraria, lavora all’Università di Torino ed è stato responsabile di progetti di ricerca applicata e sviluppo in Africa occidentale. Il testo, concepito come un manuale, non prevede alternative al modello di sviluppo occidentale, prevede invece che se davvero si vogliono innescare processi di sviluppo vanno tenute in considerazione non solo le variabili economiche ma anche quelle storiche, socioculturali e politiche di un territorio. A noi è sempre sembrato scontata una cooperazione senza paraocchi e informata sui contesti in cui opera. Evidentemente, passano i decenni ma ancora si va a fare cooperazione in Africa sapendo poco di Africa. Ben vengano allora i suggerimenti.