Antonio Salvati

L'Africa non uccide più. Il percorso per l’abolizione della pena di morte

Infinito, 2019, pp. 150, € 13,00

Pagine che si prestano a un doppio utilizzo. Sono da tenere sottomano per una rapida consultazione, in quanto propongono la scheda-paese dei 54 stati africani con dati aggiornati a giugno 2019, facendo una sintesi delle informazioni diffuse da alcune significative realtà che si battono contro la pena di morte: Amnesty International, Comunità di Sant’Egidio, Nessuno tocchi Caino, World Coalition. Per chi vuole contestualizzare ulteriormente il tema, c’è una parte iniziale di riflessione e di analisi, che chiama in causa anche la Chiesa cattolica. Si osserva, ad esempio, che papa Francesco, nell’agosto 2018, ha modificato un articolo del catechismo in questo modo: “La Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona, e si impegna con determinazione alla sua abolizione in tutto il mondo”. Va notato che in gran parte dei paesi dell’Africa la pena di morte o è abolita per legge (21) o è abolita nella pratica, non viene cioè applicata (21) o è in vigore una moratoria sulle esecuzioni (2). Sono 10 gli stati che la mantengono (tra parentesi l’anno dell’ultima esecuzione): Botswana (2018), Ciad (2015), Egitto (2019), Gambia (2012), Guinea Equatoriale (2014), Libia (2010), Nigeria (2016), Somalia (2019), Sudan (2018), Sud Sudan (2019). L’autore è un insegnate che si occupa da anni del tema. I diritti d’autore sono devoluti a sostegno della Campagna per l’abolizione della pena di morte promossa dalla Comunità di Sant’Egidio.