Marco Rizzo, Lelio Bonacorso

…a casa nostra. Cronache da Riace

Feltrinelli comics, 2019, pp. 122, € 16,00

di Jessica Cugini

Nel momento in cui a Riace il cartello “paese dell’accoglienza” viene sostituito con “paese di medici e martiri Cosimo e Damiano”, i due gemelli di origine araba che divennero dottori in Siria, pensando così di ridare un onore identitario al luogo, nelle librerie esce …A casa nostra. Cronaca di Riace. Un libro in cui Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso ritornano sul graphic journalism, l’inchiesta giornalistica per fumetto incominciata con Salvezza, graphic che li vedeva imbarcati sull’Aquarius la nave di SOS Méditerranée e Medici senza frontiere (cfr. Nigrizia di novembre 2018).

L’inchiesta disegnata a matita questa volta si ferma in Calabria, regione con il maggior numero di Sprar - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (126 in 113 comuni). Sigla di un sistema diventato, con il tempo, sinonimo di buona accoglienza, perché pensato per essere diffuso sul territorio e ristretto a piccoli numeri. Poi smantellato, per ragioni propagandistiche e per favorire le strutture cosiddette emergenziali, dal primo Decreto Salvini.

Rizzo e Bonaccorso partono dalla macrofotografia regionale per restringere lo sguardo sul particolare delle storie di Blessing, che arriva da un villaggio nel Delta del Niger; Mimmo Lucano; Ishak, cristiano copto che scappa da una piccola città nel governatorato di Alessandria, in Egitto, dopo essere stato massacrato per il suo tatuaggio con le croci; e poi ancora Mohamed, Buba e Sherif…

Tra le sfumature dei grigi che abitano le pagine, non solo le vite di ciascuno di loro, ma i contesti in cui vivono: Riace, Caulonia, Gioiosa ionica e la baraccopoli di San Ferdinando. Uno slum calabro-africano dove ci sono negozi, una moschea e una chiesa. Dove c’è chi lavora nelle campagne per pochi spiccioli e chi si dedica al racket interno di distribuzione dell’acqua calda.

Cronache di vite quotidiane che si organizzano, che fanno slalom tra leggi assurde che non permettono esistenze normali. Donne e uomini appesi a un rinnovo di permesso che ha scadenze non più prorogabili. Sospesi in un limbo che non conosce termine. Accoglienze che vengono denunciate, come Riace, e non accoglienze che, in qualche modo, sembrano essere legalizzate. Come succede nella baraccopoli di San Ferdinando, in cui tende abusive convivono accanto a tende blu fornite dal ministero dell’interno. Lo stesso dicastero che da un lato incrimina l’illegalità di chi è senza documenti, dall’altro la alimenta: restringendo le possibilità dei rinnovi, cancellando il permesso umanitario, fornendo allo slum le stesse tende che vengono date ai terremotati.

Come con Salvezza, Rizzo e Bonaccorso tornano a raccontare la realtà che ci circonda attraverso i fumetti. Dopo i soccorsi in mare, l’accoglienza. Nodo politico mai sbrigliato. Reso ancora più aggrovigliato dagli ultimi decreti. Cambiano i governi non l’approccio al tema migratorio.