Ventimiglia / Intervento dell’eurodeputato dei Verdi

“Uno scandalo la Calais italiana”

L’europarlamentare britannico di origine somala Magid Magid è arrivato alla frontiera con la Francia per visitare i campi di accoglienza dove vivono centinaia di migranti, molti già respinti da Parigi.

di Michele Luppi

Il suo inconfondibile cappellino giallo in testa e le Dottor Martens ai piedi. L’europarlamentare britannico di origine somala Magid Magid si è presentato così, lo scorso venerdì 26 ottobre, a Ventimiglia e Mentone nel corso di una missione di due giorni alla frontiera italio-fracese. Il viaggio – organizzato dall’ong Refugee Rights Europe – è nato per richiamare l’attenzione delle istituzioni locali e continentali sulle condizioni dei migranti che tentano di passare la frontiera tra Italia e Francia. 

«A livello di istituzioni comunitarie si sente spesso parlare della situazione in Libia, in Turchia o sulle isole greche. Ma poco o nulla si sa di quanto avviene qui», ci ha spiegato Magid a Ventimiglia, durante una pausa della sua missione. 

Il politico britannico, eletto nelle fila dei Verdi e membro della Commissione LIBE (le libertà civili, la giustizia e gli affari interni) del Parlamento europeo, è particolarmente sensibile al tema dei migranti e dei rifugiati essendo stato lui stesso accolto nel Regno Unito con la famiglia all’età di quattro anni. 

«Il piccolo comune di Ventimiglia – aveva spiegato all’indomani della partenza per la Liguria – viene soprannominato una “Calais italiana” per l'elevato numero di sfollati bloccati nella città in seguito ai respingimenti dal confine francese, e per le condizioni squallide in cui vivono. Le risposte inadeguate delle autorità francesi, la detenzione illegale e gli illeciti respingimenti dalla Francia all'Italia peggiorano notevolmente la situazione, provocando un ritardo per i richiedenti asilo nell'inizio del percorso per le pratiche burocratiche. I richiedenti rimangono spesso intrappolati in un limbo burocratico con il rischio di peggiorare la loro condizione di salute mentale e fisica».

La missione di Magid si è concentrata soprattutto sulle irregolarità commesse dalle guardie di frontiera francesi denunciate da tempo da diverse organizzazioni locali, che operano dai due lati della frontiera, e dalla stessa Refugee Rights Europe.

A partire dalla detenzione dei migranti in alcuni container allestiti al valico di Ponte San Luigi a Mentone. Nati per ospitare i migranti durante le ore notturne, dalle 7 di sera alle 8 di mattina, quando la procedura di “riammissione semplificata” in Italia (ovvero i respingimenti) non può essere effettuata, sono diventati, stando alle denunce dei migranti, luoghi in cui si è trattenuti per molto tempo (anche venti ore) in condizioni non dignitose e senza informativa legale.

«Abbiamo raccolto diverse testimonianze di migranti che denunciano le pessime condizioni di questi spazi, con poca acqua, spesso senza cibo, e in condizioni igieniche precarie», afferma Anne Mathé de Botton, dell’organizzazione francese Médecins du Monde, che opera a Mentone.

La legge francese – come sancito da una sentenza del Consiglio di stato – stabilisce in 4 ore il tempo oltre il quale un migrante non può essere trattenuto in quelli che sono definiti dalle stesse autorità come “rifugi” e non luoghi di detenzione. 

Particolarmente delicata anche la situazione dei minori stranieri non accompagnati, alcuni giovanissimi, che continuano a essere respinti nonostante la legge francese offra loro il diritto di chiedere asilo e di essere messi sotto tutela. 

«Chiederemo alla Francia di porre fine a quelle che sono nei fatti forme illegali di detenzione e alle irregolarità riscontrate», continua Magid che è stato ricevuto dai funzionari della dogana, ma a cui è stato negato l’accesso ai “container”.

«In questi due giorni – continua l’eurodeputato – ho parlato con tante persone, migranti, operatori ed attivisti, e i loro racconti mi hanno dato un quadro diverso rispetto a quanto raccontato dalle autorità. Ora, grazie al lavoro delle Ong e di altri membri del Parlamento cercheremo di fare pressione sul governo francese perché cessino queste violazioni dei diritti umani».

Intanto a Ventimiglia, seppur con numeri ridotti rispetto al biennio 2016-2017, continua il flusso di migranti che tentano di varcare la frontiera. Il campo di accoglienza, gestito dalla Croce Rossa al Parco Roja, accoglie oggi 300 persone (erano oltre 500 nei periodo più frequentati) mentre gli attivisti francesi di Kesha Niya hanno registrato nella settimana tra il 21 e il 27 ottobre 556 respingimenti al solo valico di Ponte San Luigi.

Numeri in crescita, rispetto ai mesi scorsi, che destano preoccupazione in vista del prossimo arrivo dell’inverno.