Un ricordo

Grazie Eugenio, amico degli ultimi

È scomparso ieri Eugenio Melandri, figura di primo piano del mondo pacifista e missionario. Sospeso a divinis nel 1991 per essersi candidato alle elezioni europee, è stato di recente riammesso e ha celebrato il 20 ottobre la sua ultima eucarestia.

di Alex Zanotelli

Proprio pochi giorni fa pensavo, devo telefonare a Eugenio. E non ce l’ho fatta, e lui è morto ieri a Ravenna, all’età di 71 anni. Sapevo che era stato colpito da un tumore, ma non mi aspettavo che la situazione fosse così grave. Lui invece mi aveva telefonato un paio di mesi fa: «Alex, sono stato riammesso al sacerdozio. Tra poco celebrerò la prima messa e lo vorrei fare sulla tomba di don Tonino Bello ad Alessano». Non è riuscito a recarsi in Puglia ad Alessano. Ha celebrato l’eucarestia domenica 20 ottobre, all’Istituto saveriano di san Pietro in vincoli (Ravenna).

Padre Eugenio Melandri era stato sospeso a divinis nel 1991, dopo che si era candidato al Parlamento europeo nel 1989 con Democrazia Proletaria. È una lunga amicizia quella che mi legato a Eugenio. Un’amicizia che risale a quando ero direttore di Nigrizia e lui dirigeva Missione Oggi, il mensile dei missionari saveriani, e mi ricordo la sua straordinaria capacità di presentare le tante sfaccettature della missione.

Sono state poi le circostanze a farci lavorare assieme. Nel gennaio 1985 Nigrizia pubblicò l’editoriale “Il volto italiano della fame africana”, incentrato sul fatto che le nostre forze politiche di allora più che agli affamati guardavano al proprio tornaconto. Ci furono dure reazioni ed Eugenio Melandri ci diede tutto il suo appoggio.

Dalla fame ci siamo poi mossi a trattare il tema delle armi. Anzi Eugenio era stato prima di me coinvolto da quel problema e aveva maturato una certa esperienza. Quando all’inizio del 1986 fu pubblicato il documento dei cattolici del triveneto Beati i costruttori di pace, che attaccava le politiche del ministro della difesa Giovanni Spadolini in quale contrattaccò sulle pagine de L’Espresso, ci furono reazioni pesanti da parte del Vaticano, mentre i vescovi del Triveneto ci appoggiavano. Nigrizia, Missione Oggi decisero di rispondere a Spadolini con un editoriale comune del febbraio 1986 in cui si metteva in evidenza il rapporto tra spese per gli armamenti e la fame nel sud del mondo. Abbiamo preparato insieme quell’editoriale intitolato “Date a Cesare…”: sono stati momenti duri ma anche molto belli, momenti che hanno rinsaldato la nostra amicizia.

Pur sospeso a divinis, Melandri ha continuato a lavorare per l’Africa, prima come deputato europeo e poi collaborando con varie realtà. L’ultima volta che gli ho parlato, l’ho sentito molto sereno e mi aveva detto che l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, aveva deciso di incardinarlo nel clero petroniano.

Voglio ricordarlo come un uomo che ha dato tanto. Voglio ricordarlo come un uomo che ha avuto la capacità di connettere fede e passione sociale e politica. Ci ha detto che non si può vivere la fede se non la si traduce in scelte politiche. Eugenio, ti sono grato per la tua amicizia e per il bene che hai fatto.