Elezioni politiche

Botswana, un voto non scontato

Le elezioni del 23 ottobre potrebbero riservare una sorpresa al presidente uscente e al suo partito che governa ininterrottamente il paese dall’indipendenza, ottenuta 53 anni fa.

di Efrem Tresoldi

A gettare dubbi sulla vittoria del Partito democratico del Botswana (Bdp) è l’inserimento nella scena politica di un nuovo soggetto, il Fronte patriottico del Botswana (Bpf) lanciato nel maggio scorso da Ian Khama, ex presidente della repubblica dopo essersi staccato dal Bdp, fondato da suo padre Seretse Khama.

Pubblicamente Ian Khama ha giustificato la sua defezione dichiarando di essere stato oggetto di vittimizzazione da parte del presidente uscente Mokgweetsi Masisi. In realtà Khama ha perso peso politico nel Bdp dopo che Masisi, scelto da Khama come suo successore, ha cominciato ad abbandonare il programma politico all’insegna della continuità ideato dall’ex presidente.

Masisi, inoltre, dopo il suo insediamento nel 2018, ha lanciato un’iniziativa anticorruzione mirata ai principali alleati di Khama, alimentando speculazioni secondo cui le inchieste giudiziarie avrebbero potuto riguardare lo stesso ex compagno di partito e mentore. A seguito di tutto ciò, l’ex presidente si è dedicato a rovesciare il Bdp, riponendo le sue speranze nell’alleanza con l’Umbrella for democratic change (Udc), il più grande blocco di opposizione del paese.

Nelle elezioni legislative e amministrative di domani - il nuovo parlamento eleggerà poi il presidente -, la mancanza del prestigio della figura di Khama si farà sentire nel partito di Masisi soprattutto nel distretto centrale del paese, cruciale dal punto di vista elettorale. Sarà in questo distretto dove si giocherà la partita più importante per il Bpf di Khama che mira alla conquista nel parlamento, composto da 57 parlamentari, di 14 seggi, quota sufficiente per impedire al Bdp di avere la maggioranza, a condizione però che anche l’Udc mantenga o superi la sua quota di 17 deputati.

Tuttavia, sarebbe prematuro scommettere sulla sconfitta del Bdp che resta nonostante tutto il partito più votato, seppure con margini più ridotti rispetto al passato.

Come la maggior parte dei partiti nati da movimenti di liberazione nazionale anche quello guidato oggi da Mokgweetsi Masisi continua a godere della fiducia degli elettori più anziani e più attivi, nonostante i suoi difetti.

Vale poi la pena ricordare che in Africa australe, ad esclusione di Lesotho, Malawi e Zambia, i partiti eredi di movimenti di liberazione in Sudafrica, Zimbabwe, Namibia e Mozambico non hanno mai perso il potere alle elezioni.

Infine, il partito al governo in Botswana ha risposto in modo proattivo alla combattuta sfida elettorale. Al fine di vincere il voto di cittadini ancora indecisi il Bdp ha intrapreso alcune iniziative di particolare impatto sulla popolazione. Ha attuato una riduzione dei tassi di interesse senza precedenti; spostato il giorno tradizionale delle elezioni da sabato a mercoledì e indetto tre giorni di ferie pagate da mercoledì a venerdì e ha esteso la durata della stagione venatoria, a beneficio di quanti vivono di selvaggina e pagano per i permessi di caccia.

Ma esponenti della società civile più attivi sono preoccupati per la mancanza di trasparenza nei due principali assetti dell’economia del paese: l’estrazione di diamanti e l’allevamento di bestiame.

L’istituzione della società mineraria Debswana, una joint venture tra il governo e la multinazionale De Beers, un tempo sostenuta quale esempio di partenariato pubblico-privato di reciproco vantaggio, è al centro di critiche per l’opacità dei bilanci e gli oneri fiscali.

Cresce la pressione dalla base per l’aumento della disuguaglianza sociale, ma finora né il partito al potere né l’opposizione hanno richiesto riforme nell’industria dei diamanti che fornisce l’80% di valuta straniera.

Dovesse vincere ancora il Bdp sarebbe la fine dell’egemonia di Khama in Botswana, indirizzando il paese su una nuova strada e Masisi sarebbe soddisfatto di aver posto fine a quella che viene spesso vista come una malsana morsa che i Khamas e la tribù Bangwato hanno avuto sul Bdp e sul Botswana.