AMAZZONIA CASA COMUNE - DOSSIER OTTOBRE 2019

Lasciamoci disorientare

Non sia più la stella polare del pensiero colonialista-produttivista-capitalista a indirizzare le nostre azioni. Consentiamo allo Spirito di soffiare libero, di indicare a tutti, anche alla Chiesa, nuovi cammini e nuove stelle.

di Maria Soave Buscemi (teologa e biblista)

Alcuni anni fa sono stata invitata dal rettore di un seminario amazzonico a predicare il ritiro per l’ordinazione diaconale di un gruppo di seminaristi. Gran parte del gruppo era formato da giovani teologi di nazioni indigene. Chiesi il permesso di poter vivere quei giorni di preghiera intensa fuori dalla grande città.

Ci spostammo in uno spazio all’interno, verso la foresta, e la prima notte appendemmo le amache fuori dalla casa di incontro, tra gli alberi. Non ero mai stata tanto tempo in un’amaca, venendo dalle terre fredde del sud, da un altopiano dove il vento del polo spazza via le nuvole dal cielo dopo una notte di gelata.

Così appendemmo le amache. Per me era una posizione nuova del corpo, inedita, anche un po’ scomoda, come dovrebbe essere il corpo, tutto tessuto di anima, di chi arriva, come me, missionaria, da altri mondi, altre terre e territori, altre acque, per chiedere il permesso di “toccare” e lasciarsi toccare, per imparare il territorio del corpo di altre e altri, di altre terre e acque, così… lentamente… dondolando la vita in un’amaca…

Esiste un verbo in lingua portoghese che indica esattamente il movimento di conversione del lasciarsi toccare profondamente da un altro punto di vista, da altro e altrove. Un movimento che può lasciarci, all’inizio, allibiti e fragili, apparentemente senza meta e guida. È il verbo “desnortear”, cioè l’azione del perdere il nord, la stella polare. Può apparire strano che questo verbo venga usato da più di 200 milioni di persone nell’emisfero australe, dove non è il nord e la stella polare a dare orizzonte di cammino ma il sud con la sua costellazione a croce.

Può sembrare strano che una lingua, usata ormai da più di 500 anni (dalla colonizzazione), esprima, quando non si ha più la stella polare come direzione e si ha croce del sud, che si rimanga un tanto senza verità, senza meta, senza le idee chiare e distinte. Sappiamo, per tradizione, che a volte imprigiona in un pensiero colonialista ed ellenico, che le “verità”, le idee chiare e distinte, vengono sempre dal nord, da chi parla lingue e non dialetti, da chi fa arte e non artigianato, da chi fa cultura e non folclore.

Credo che il cammino del sinodo dell’Amazzonia sia un cammino di conversione, del lasciarci “desnortear” e permettere allo Spirito di soffiare, libero, nuovi cammini, nuove...

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