Rwanda, l’omicidio Karegeya

Il Sudafrica spicca due mandati d’arresto

Due uomini vicini al presidente rwandese Kagame sono accusati dalla magistratura sudafricana di aver ucciso a Johannesburg nel 2014 l’ex capo dei servizi segreti Patrick Karegeya. Torna l’attenzione sulle pratiche del regime contro gli oppositori e i «traditori».

di Redazione

Dopo oltre cinque anni di procedura giudiziaria, la giustizia sudafricana ha emesso due mandati d’arresto per Ismael Gafaranga e Alex Sugira, accusati di aver strangolato, il 1° gennaio del 2014 a Johannesburg nella sua camera d’albergo, l’ex capo dei servizi segreti del Rwanda, Patrick Karegeya. I due sono uomini molto vicini al regime di Paul Kagame. Karegeya aveva preso la via dell’esilio dopo aver rotto i rapporti con il presidente rwandese.

Le agenzie di stampa internazionali ha dato un certo rilievo a questa notizia perché sblocca un’inchiesta che sembrava essersi impantanata in quanto il regime di Kagame ha sempre negato ogni implicazione con l’omicidio e il Sudafrica si è mosso volendo evitare l’incidente diplomatico con il piccolo stato della regione dei Grandi Laghi, che passa per essere uno stato modello e invece è un luogo nel quale la stragrande maggioranza della popolazione di etnia hutu non ha agibilità politica.

Ma c’è una seconda, più rilevante, ragione: lo sblocco dell’inchiesta riporta l’attenzione internazionale sul presidente Kagame, sul suo modo di intendere la democrazia senza opposizione, sul trattamento che riserva sia agli oppositori politici sia agli uomini del suo entourage che lo contraddicono o si staccano da lui portandosi dietro segreti che devono rimanere tali (per esempio, l’innesco del genocidio del 1994 e la gestione del potere da parte del capo politico e militare di etnia tutsi).

Gli avvocati della famiglia Karegeya non si fanno illusioni e sono consapevoli che il governo rwandese si guarderà bene dall’estradare Gafaranga e Sugira. E tuttavia rilevano che ora il Sudafrica può rivolgersi all’Interpol per portare a processo i due accusati di omicidio.