Juan González Núñez

Adís Abeba. Guía historica de la capital de Etiopía

Editorial Mundo Negro, 2018, pp. 248

di Efrem Tresoldi

«Yo, el emperador Menelik II…Yo, Rodolfo Graziani, virrey de Etiopía…Yo, Melés Zenawí, primer ministro». “Io sono…”, così comincia ogni capitolo (unica eccezione è per l’imperatore Hailé Selassié I dove è usato il plurale maiestatis) della guida storica sulla capitale etiopica dove l’autore, missionario comboniano spagnolo che da molti anni opera in Etiopia, si cala nei panni dei personaggi più importanti per raccontare la storia del paese e della capitale Addis Abeba in particolare.

L’espediente della prima persona rende la lettura più accattivante e leggera, senza nulla togliere alla serietà della ricerca e alla attendibilità dei fatti. In ogni capitolo ci sono foto di monumenti, chiese, strade e giardini in riferimento al personaggio in questione.

Così, nel capitolo dedicato a Hailé Selassié I, appaiono la foto del Monumento al Leone di Giuda, la chiesa della Santissima Trinità, la piazza di Arat Kilo dove domina il monumento dedicato agli eroi della resistenza contro l’Italia... Ricordo ancora vivo dell’invasione militare condotta dal regime fascista (1936-1941) che fece ricorso anche a gas letali per reprimere la rivolta.

Infame impresa che porta il marchio del generale Rodolfo Graziani, che ne giustifica l’uso come ammette lui stesso nel suo capitolo. In netto contrasto è la figura nobile di Abuna Petrós, vescovo e martire della Chiesa ortodossa, che racconta di come fu condannato a morte per essersi opposto all’invasione fascista. Ancora oggi simbolo e orgoglio di una nazione che non è mai stata colonizzata.