Carlo Albarello e Assunta Di Febo (a cura di)

Noi e gli altri. Tredici ragazzi raccontano i migranti

Città nuova, 2018, pp. 96, € 12,00

di Jessica Cugini

Sono voci migranti quelle dei tredici studenti e studentesse delle scuole superiori italiane che hanno scritto questo libro. Sono voci migranti non solo per il tema del concorso a cui hanno scelto di partecipare (Scriviamoci, il nome del concorso del Centro per il libro e la letteratura, Noi e gli altri, il tema), ma anche perché i loro scritti sono narrazioni di storie raccontate dalla parte di chi arriva da lontano e vive sulla sua pelle la discriminazione, l’essere visto diverso.

Sono pagine che danno vita a un grande laboratorio sociale di empatia narrativa, un emozionante mettersi nelle scarpe degli altri e cercare le parole per dirsi. Ma non solo, perché c’è anche chi descrive dal di dentro l’insofferenza verso il diverso che abita questo tempo, e lo fa con il distacco di chi descrive e, tra le righe, prende le distanze da questo sentimento.

Perché si sappia che tutto questo è alimentato da un vociare che sembra avvolgerci e che spesso non viene affrontato nel modo giusto, non viene accompagnato verso una decostruzione necessaria all’incontro. Sono già grandi autori questi tredici ragazzi e ragazze che hanno scelto ciascuno una propria e singolare angolatura per raccontare e raccontarci.

Per spiegare che Noi siamo gli altri e gli Altri noi. Dipende da quale giacca si veste, da quale parte ci si siede a riportare quel che si vede. È un gioco di prospettiva, ma per capirlo, bisogna, almeno una volta, indossare entrambe le casacche. La nostra e quella altrui.