Al via la Marcia “Restiamo Umani”

John Mpaliza in cammino per i migranti

L’attivista per la pace si rimette in marcia attraverso il paese portando con sé un messaggio a chi ci governa: «siamo stanchi di questo clima di odio», l’Italia ha bisogno di inclusione, accoglienza e rispetto dei diritti umani.

di redazione

Parte da Trento il 20 giugno - Giornata mondiale del rifugiato - la Marcia “Restiamo umani”, promossa dall’attivista John Mpaliza e sostenuta in tutto il territorio da una rete di organizzazioni che si occupano di accoglienza, diritti umani e inclusione.

La data di partenza è simbolica e coincide con la Giornata mondiale del rifugiato, un riferimento alle stragi di migranti nel Mediterraneo e contro attuali le politiche di esclusione e odio. Una marcia con un chiaro messaggio politico, spiega Mpaliza. Vogliamo dire a chi ci sta governando che «siamo stanchi di questo clima di odio e che loro non ci fanno paura», dice al giornale online The Post Internazionale.

Un messaggio trasversale, che cerca di smuovere anche l’opposizione di sinistra e i precedenti governanti: «Devono svegliarsi, perché sono in qualche modo corresponsabili di questa situazione», precisa l’attivista. «Bisogna far capire alla gente che gli xenofobi razzisti non sono la maggioranza, forse stanno cercando di diventarlo, ed è questo che noi dobbiamo cercare di arginare, facendoci vedere, uscendo per strada e sedendoci a confrontarci, per capire cosa fare».

A dare il via alla Marcia “Restiamo umani” sarà la rassegna trentina "Camminando, Giornata Mondiale del Rifugiato 2019" (dal 17 al 22 giugno), all’interno della quale l’evento è stato inserito.

John Mpaliza si rimetterà dunque in cammino per quattro mesi durante i quali sarà accompagnato per alcuni tratti da gruppi o da singole persone che ne condividono lo scopo. Il percorso attraverserà quasi tutta l’Italia, arrivando in luoghi simbolo come Lampedusa, Riace, San Ferdinando e Rosarno, per concludersi a Roma domenica 20 ottobre in piazza San Pietro. La volontà è quella di consegnare a Papa Francesco una lettera aperta che esprime solidarietà per gli attacchi di cui è stato vittima dopo essersi espresso a sostegno dei migranti e dei più deboli.

L’attivista, già definito dalla stampa “Peace walking man”, può considerarsi un veterano delle marce di sensibilizzazione, iniziate nel 2010. Ha marciato in tutta Italia e in Europa, in particolare per smuovere le coscienze sulle tragedie legate allo sfruttamento minerario e alle violenze ad esso collegate nella regione del Nord Kivu, nell’est della Repubblica democratica del Congo, paese da cui è dovuto fuggire più di vent'anni fa.