Azzurra Meringolo Scarfoglio

Fuga dall'Egitto. Inchiesta sulla diaspora del dopo-golpe

Infinito, 2019, pp. 168, € 15,00

Il golpe è quello compiuto dall’allora capo delle forze armate Abdel Fatah al-Sisi che il 3 luglio 2013 fece destituire e imprigionare il presidente legittimo Mohamed Morsi e fatto arrestare alcuni leader dei Fratelli Musulmani che sostenevano il suo governo, il primo dopo la cacciata, all’inizio del 2011 di Hosni Mubarak.

Con al-Sisi, eletto presidente nel 2014 con un risultato bulgaro e riconfermato nel 2018, i militari sono tornati al potere e si è interrotto il cambiamento e l’esperimento democratico inaugurato dalle “primavere arabe”.

L’autrice, giornalista della redazione esteri del Giornale Radio Rai ed esperta delle vicende egiziane (sulle quali ha scritto anche per Nigrizia), si è messa sulle tracce di alcuni di coloro – giornalisti, attivisti per i diritti umani, sindacalisti, politici, artisti – che nel 2013 e negli anni successivi hanno lasciato l’Egitto per sfuggire al carcere (alcuni di loro lo hanno sperimentato, completo di torture) e a processi sommari.

Li ha incontrati negli Stati Uniti, in Europa, in medio Oriente e ha raccolto le testimonianze di esuli tutt’altro che rassegnati. Spiega Meringolo: «L’obiettivo del libro è narrare un fenomeno che sta cambiando la storia dell’Egitto e potrebbe influenzarne l’evoluzione». In prefazione, il drammaturgo Moni Ovadia osserva come questa diaspora militante si stia riorganizzando per incalzare il regime e invita noi europei a non dimenticarcene. E come potremmo ad appena tre anni dall’omicidio di Giulio Regeni?

Illustrato da Gianluca Costantini il libro ha il patrocinio di Amnesty International.