Paolo Attanasio e Antonio Ricci (a cura di)

Partire e ritornare. Uno studio sulle migrazioni tra Italia e Senegal

Idos, 2018, pp. 126

di Luigi Gaffuri

Con la collaborazione di studiosi italiani e senegalesi, il volume, curato dagli autori per Idos (Roma), è stato realizzato mediante ricerche in Italia e sul terreno in Senegal, nella regione di Matam intorno alla media valle del fiume omonimo.

La pubblicazione, finanziata dal ministero dell’interno su base progettuale, si apre con l’introduzione di Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italy, ong italiana con programmi di cooperazione e sviluppo in Africa che, tramite il suo staff di Ourossogui, ha dato il proprio sostegno alla ricerca durante la missione di campo.

Il capitolo iniziale è riservato alla presenza dei senegalesi nel mondo, la cui diaspora planetaria coinvolge l’Europa e in primis l’Italia come maggior paese di destinazione. Da quando nel 1986, con politiche restrittive sui canali legali, furono introdotti i visti in Francia, i senegalesi hanno prima cercato di raggiungere il territorio d’oltralpe attraverso il Mediterraneo occidentale (Ceuta e Melilla), poi l’Atlantico occidentale (Canarie) e, ora, attraverso il Sahara e quindi il Mediterraneo centrale.

L’analisi rivolge poi specularmente l’attenzione al contesto locale senegalese, partendo dalla situazione economica per arrivare alle fonti statistiche nazionali sulle migrazioni, alle rimesse e ai ritorni. La ricerca di terreno chiude il volume, non prima di aver lasciato spazio a tabelle, istogrammi e dati illustrativi come sintesi degli approfondimenti proposti.

L’elaborazione delle informazioni, delle interviste semistrutturate, dei questionari somministrati (nelle città di Ourossogui e Matam ma anche in altri villaggi limitrofi), l’avvio di colloqui qualitativi con testimoni privilegiati, sono stati infatti gli strumenti della ricerca.

I risultati dell’indagine segnalano che, su 15 milioni di abitanti, la migrazione verso l’Europa riguarda solo 272mila senegalesi, quella infra-continentale 240mila persone, mentre quella interna al paese è di oltre 2 milioni di individui. Si verifica un sempre più frequente insediamento definitivo in Europa, testimoniato dal numero delle acquisizioni di cittadinanza, dalla femminilizzazione dei flussi e dal numero di minori cresciuti e/o nati all’estero, tutti fenomeni in aumento.

In questo contesto, l’Italia non solo sembra aver raggiunto e forse superato l’attrattività esercitata dalla métropole, cioè dalla Francia, ma sembra offrire anche concrete possibilità di inserimento economico, colmando da un lato i bisogni insoddisfatti di manodopera poco qualificata di cui il nostro paese soffre e offrendo dall’altro un soddisfacimento al forte desiderio di lavorare espresso dai cittadini senegalesi, testimoniato da un altissimo tasso di occupazione (63,8%).

Il volume è scaricabile gratuitamente nella sezione Catalogo del sito dossierimmigrazione.it