Angelo Turco, Laye Camara (a cura di)

Immaginari migratori

Franco Angeli, 2018, pp. 342, € 39,00

di Franco Valenti

Il saggio si impegna in un percorso di analisi inerenti la mobilità umana, in particolare dell’Africa subsahariana. E tende a superare alcuni strumenti di lettura del fenomeno, come quello assai diffuso dall’individuazione dei cosiddetti push factors, elementi di espulsione dal proprio contesto, e dei pull factors, elementi di attrazione in un nuovo contesto.

Un lavoro costituito da quattro parti. La prima, trattata da Angelo Turco, professore di geografia umana, tratteggia le problematiche e le teorie per una rinnovata lettura del fenomeno migratorio. La seconda si incentra sulle “Culture della migrazione”.

La terza pone il focus su “La realtà dell’immaginario”. La quarta, “Pratiche, politiche, comunicazione pubblica”, curata da Angelo Turco, Stefano Rolando e Valentina Albanese, si riferisce alla declinazione di progettualità possibili per affrontare con politiche efficaci ed equilibrate il tema delle migrazioni contemporanee verso l’Italia e l’Europa.

Tale equilibrio viene individuato nel contemperare accoglienza, interessi nazionali, flessibilità e apertura normativa. Proposte operative che sempre più vengono adottate dalla odierna letteratura sulle migrazioni. In questo capitolo, redatto evidentemente prima delle elezioni del marzo 2018, si pone una certa fiducia nei “nuovi barbari” del Movimento 5 Stelle come fautori di una politica scevra di retoriche ideologiche antagoniste.

Il valore dell’opera sta nell’approccio proposto, tendente ad ascoltare e leggere soprattutto i dati di contesto che sono all’origine della decisione di intraprendere un percorso migratorio: elementi non solo di carattere economico o politico, ma culturali e connessi a un immaginario migratorio. In questo sono preziosi contributi sia del co-curatore Laye Camara che degli altri autori guineani e senegalesi, che pongono con lucidità e competenza l’accento soprattutto sulle culture e gli immaginari migratori in ambito subsahariano.

Per quanto concerne l’apporto teorico, Angelo Turco traccia già dal primo suo contributo “Culture della migrazione e costruzione degli immaginari”, la fisionomia di quello che è l’intento di tutto il lavoro di ricerca di nuovi codici di lettura, quando constata che «se si guardano i movimenti epocali che hanno attualmente corso nel Mediterraneo, particolarmente tra l’Africa e l’Europa, si osserva una radicale diversità del significato che le migrazioni assumono a seconda che le si scruti da una prospettiva africana o da una prospettiva europea».

E prosegue: «Questo saggio intende la realtà migratoria come una costruzione sociale che ricomprende certo dati oggettivi e di situazioni di fatto inerenti alla mobilità umana, ma non ignora:

1-I “contesti”, vale a dire le formazioni sociali, culturali e territoriali in cui dati e situazioni si originano ed evolvono, acquistando senso e significato;

2-I modi attraverso i quali tali “contesti” vengono percepiti e raccontati, presupponendo e allo stesso tempo prefigurando linguaggi, codici, assetti argomentativi, retoriche dispositivi di enunciazione e di ricezione;

3 - Le forme mediali attraverso cui dati oggettivi, situazioni di fatto e contesti vengono veicolati, ponendo attenzione per un verso al profilo del destinatario, per altro verso, alla produzione di informazioni attraverso il processo comunicativo».

Questo lavoro può essere utile sia per esperti accademici sia per chi cerca “più in là” le dinamiche di quelle migrazioni che paiono mettere in ginocchio le democrazie europee.