Daniel Ribant

Força Angola. Témoignages pour l’Histoire

L’Harmattan, 2018, pp. 310, € 32,00

È un vero dovere di memoria quello compiuto dall’autore, ex dirigente della Byblos Bank, consigliere economico dell’ambasciata del Belgio a Luanda e fondatore dell’ong Effa che si occupa di cooperazione allo sviluppo in Angola.

Ha raccolto le testimonianze politiche, economiche e culturali di 17 attori dell’indipendenza (dal Portogallo 1975) e della tragica storia del paese. Alcuni sono conosciuti: è il caso di Maria Eugénia, moglie del padre della patria Agostinho Neto (1922-1979), dello scrittore Pepetela o dell’ex primo ministro Lopo do Nascimento.

Altri sono stranieri, come l’ex ministro portoghese Mauel Alegre e il giornalista svedese Leif Biureborgh, già compagni di strada dell’Mpla, il partito tutt’ora al governo. L’opera, scritta in francese, raccoglie anche le confidenze di ex avversari dell’Mpla, come Alcides Sakala “ministro” degli esteri del leader dell’Unita (partito di opposizione) Jonas Savimbi (1934-2002), o di protagonisti dell’epoca come Roger Ballard Tremer, primo ambasciatore del Sudafrica nell’Angola indipendente.

Alcuni degli intervistati entrano nel merito dei rapporti con Cuba e con l’Algeria. Sono toccati anche temi specifici: tra gli altri, il particolarismo del gruppo etnico bakongo e il ruolo della Chiesa messianica tocoista. Il libro propone un testo inedito di Agostinho Neto, in cui il primo presidente del paese espone la sua visione politica democratica e non razziale. Un contributo utile per chi voglia approfondire le vicende dell’Angola di ieri e di oggi. (F.M.)