DISOBBEDIENTI - DOSSIER FEBBRAIO 2019

La miopia italiana sul Global Compact

L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha ratificato il Global Compact per le migrazioni con 152 voti a favore, 5 contro e 12 astenuti. Il testo dell’accordo, al quale avevano aderito 164 paesi lo scorso 12 dicembre alla conferenza di Marrakech, è stato avversato da Stati Uniti, Ungheria, Repubblica Ceca, Israele e Polonia. L'Italia si è astenuta.

di Giacomo Quartaroli

L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha ratificato il Global Compact per le migrazioni con 152 voti a favore, 5 contro e 12 astenuti. Il testo dell’accordo, al quale avevano aderito 164 paesi lo scorso 12 dicembre alla conferenza di Marrakech, è stato avversato da Stati Uniti, Ungheria, Repubblica Ceca, Israele e Polonia. Mentre l’esecutivo italiano, che ha dimostrato sin dai primi mesi dopo l’insediamento di credere in una politica intransigente di aperto contrasto al fenomeno migratorio, ha scelto la via dell’astensione (come l’Austria, la Svizzera, la Bulgaria e l’Australia) per demandare la decisione al Parlamento.

Nonostante il Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, non determini alcun vincolo legale per gli stati firmatari, Stati Uniti e Ungheria, dopo aver abbandonato i negoziati e votato contro, hanno attaccato duramente l’accordo. Il vicesegretario Usa per l’Ufficio per la popolazione, i rifugiati e le migrazioni, Andrew Veprek, ha dichiarato che «le decisioni su come proteggere i propri confini sono tra le più importanti decisioni sovrane che uno stato possa prendere, pertanto non sono soggette a negoziazione e non possono essere dettate da forum o accordi internazionali».

Anche l’Ungheria, che sotto la guida di Viktor Orbán è divenuta una delle nazioni europee più intransigenti nei confronti delle migrazioni, ha criticato il testo finale definendolo...

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