Ermanno Arrigoni

I cieli narrano la gloria di Dio. Vita di p. Gianni Manzi missionario comboniano

Centro studi valle Imagna, pp. 300

di Elio Boscaini

Non sempre i comboniani valorizzano al meglio quelle “perle” che sono i loro confratelli. Ecco allora gli amici, i parenti, i compaesani intervenire. È così, per esempio, che viene ricordata la figura di un comboniano, Giovanni Manzi (morto nel 2004 a 77 anni), che ha fatto della sua vita missionaria un dono agli studenti e agli ultimi. Il libro, ponderoso e illustrato da tante fotografie, è scritto a partire dalle sue lettere indirizzate a parenti, amici e benefattori.

Come scrive il suo padre Maestro, p. Giovanni Audisio, Giovanni ha «spiccate qualità intellettuali». Sarà quindi insegnante, anche da studente universitario. A Padova si laurea in scienze naturali. Il Messico lo avrà per 16 anni come insegnante nel liceo comboniano di Guadalajara. Ma a 53 anni, ecco per p. Giovanni l’occasione di realizzare il suo primitivo sogno comboniano, l’Africa.

Ed eccolo, fino alla morte, professore di scienze al prestigioso Comboni College di Khartoum (Sudan). Ma anche là, la sua passione rimane la contemplazione del cielo. Ogni sera coltiva la sua vocazione di astronomo salendo sulla terrazza della scuola e col suo cannocchiale puntato verso le stelle si abbandona alla contemplazione delle galassie. Ma con i piedi ben piantati in terra. Visita volentieri e porta sollievo ai profughi sudsudanesi (sono migliaia) che intorno a Khartoum hanno trovato scampo. E in terra africana è sepolto. Sì tra loro ha lasciato il suo cuore.