eSWATINI, NEL REAME DELL'ULTIMO MONARCA ASSOLUTO - DOSSIER OTTOBRE 2018

Un’arrendevole resistenza

Nonostante un regime inattuale, la povertà, la piaga dell’aids e un vicino ingombrante e lacerato come il Sudafrica, il paese mantiene un clima sociale tranquillo. E ha, da sempre, le frontiere aperte.

di Cesare Sangalli (da Mbabane)

In Sudafrica è un luogo comune: eSwatini è un posto tranquillo, abitato da gente pacifica. L’esatto contrario del messaggio che si riceve nella Rainbow Nation, una preoccupazione che qualche volta rasenta la paranoia. Sui mezzi di trasporto ad esempio: per gli afrikaner sudafricani è pericoloso perfino prendere il taxi, ma girando in lungo e in largo, township comprese, con i minivan che usa la maggioranza nera, nessuno sembra condividere la loro paura. Anche l’urbanistica in Sudafrica trasmette una certa ansia fra cancelli sprangati, mura impenetrabili, filo spinato. Un’esigenza di protezione che si avverte un po’ dovunque.

Niente del genere in eSwatini, che al Sudafrica è legato in tutto e per tutto, a partire dalla geografia: se non fosse per un piccolo tratto di confine con il Mozambico, il paese sarebbe un’enclave, proprio come un altro regno non lontano, il Lesotho. Un territorio grande come il Lazio, lasciato agli inglesi per gran parte del Novecento, e poi sostanzialmente ignorato, un regno dove l’avvenimento più importante (ma si potrebbe dire l’unico) è stato il passaggio da un re all’altro, negli anni Ottanta: dal padre al figlio, una successione senza traumi in quella che è l’ultima (e unica) monarchia assoluta del continente africano.

Non c’è niente che parla di chiusura, in questa nazione così particolare, così africana, dove la tradizione in gran parte è ancora legge. Mbabane, la capitale, 70mila abitanti (1,45 milioni la popolazione totale), è quasi un’appendice di Johannesburg, nel senso che c’è un bus-navetta, puntualissimo, che porta direttamente dall’aeroporto internazionale Oliver Tambo al cuore del regno di eSwatini. Non fosse per un’incredibile nebbia, proprio a qualche chilometro dal confine, e per i controlli di rito alla frontiera, non si avvertirebbe nemmeno il passaggio fra due paesi così diversi. Tanto è carico di tensioni il Sudafrica, altrettanto è rilassato eSwatini.

Certo, si potrebbe pensare che le piccole dimensioni aiutano, così come aiuta la storia, di questa sorta di Svizzera piantata a metà fra due paesi, Sudafrica e Mozambico, attraversati a lungo da conflitti interni: vera e propria guerra civile nella ex colonia portoghese, lotta durissima contro l’apartheid in Sudafrica.

E in effetti eSwatini ha una lunga tradizione come...

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