eSWATINI, NEL REAME DELL'ULTIMO MONARCA ASSOLUTO - DOSSIER OTTOBRE 2018

Il parco giochi di Mswati III

Un regime a uso e consumo del re. Che straccia ogni giorno la Costituzione e si disinteressa delle condizioni del popolo. Tanto che, lo scorso aprile, in occasione del suo 50° compleanno e dei 50 anni di indipendenza ha sperperato milioni di dollari in festeggiamenti.

di Johan Viljoen (*)

Fin dall’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1968, il piccolo paese dell’Africa australe è retto da un monarca assoluto. Prima il re Sobhuza II e dal 1986 il re Mswati III. La vita sembra scorrere senza particolari scosse in eSwatini (lo Swaziland ha cambiato nome lo scorso aprile – vedi box), ma sotto questa parvenza sta crescendo la rabbia della gente comune che deve cercare di sbarcare il lunario (circa il 70% dei 1,45 milioni di abitanti vive al di sotto della soglia di povertà) in un regime inadeguato e superato dalla storia.

Il tasso di disoccupazione è attorno al 30%, l’economia incentrata sull’agricoltura zoppica vistosamente e anche il 2018 si chiuderà con una contrazione del Prodotto interno lordo (Pil), con pesanti conseguenze su entrate fiscali e spesa pubblica. Nella legge di bilancio 2018/19 sono state congelate le assunzioni nel settore pubblico e non c’è stato l’atteso incremento delle pensioni che in termini reali si sono ridotte a causa dell’inflazione. Nel bilancio è stato introdotto l’aumento di un punto percentuale dell’Iva che arrivando al 15% ha fatto scattare il rialzo dei beni di consumo.

Ma queste difficoltà non sembrano riguardare l’élite al potere, che anche di recente non ha avuto scrupoli nel mettere mano alle casse dello stato per spese stravaganti e l’acquisto di beni di lusso. Nel bilancio nazionale è stato stanziato l’equivalente di 350mila dollari per l’acquisto...

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