Vincenzo Passerini. Giorgio Romagnoni

La solitudine di Omran. Profughi e migranti, le cronache di una rivoluzione

Il Margine, 2018, pp. 266, € 15,00

C’è chi non abbassa la guardia. E continua a fare affidamento sulla possibilità di sollecitare l’intelligenza e la memoria di una comunità. E così decide di pubblicare un libro che raccoglie gli articoli apparsi dal gennaio 2015 al febbraio 2018 sul quotidiano di Trento, L’Adige.

Articoli sui migranti, sulle cause delle migrazioni, sulle guerre, sulle disuguaglianze, sull’accoglienza e sulla non accoglienza. Passerini – già consigliere regionale e oggi presidente della federazione Trentino-Alto Adige del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza – scrive in prefazione: «Parliamo, di fenomeno, di problema, ma è una rivoluzione. La rivoluzione dei profughi e dei migranti. Non ha un centro, non ha una periferia, non ha confini». E gli articoli-capitoli del testo sono rimarcati dalle storie disegnate da Romagnoni, 29 anni, che da tre è assistente legale di richiedenti asilo e rifugiati al Centro Astalli di Trento.

Spiega che «nei migranti ho riconosciuto i miei padri costituenti, le radici del mio credo e la memoria di chi nella mia famiglia non c’è più ma è stato migrante (…)». Il titolo e il disegno di copertina, riprendono l’articolo uscito il 20 agosto del 2016: «C’è tutta la solitudine delle vittime nell’immagine di Omran Daqneesh, il bimbo di cinque anni salvato da un bombardamento ad Aleppo e seduto in un’ambulanza, il volto coperto di sangue e polvere, lo sguardo immobile. È la solitudine del più indifeso degli esseri umani».