Michele Zanzucchi (a cura di)

Potere e denaro. La giustizia sociale secondo Bergoglio

Città Nuova, 2018, pp. 164, € 15,00

Dall’inizio del suo pontificato, 13 marzo 2013, papa Francesco ha toccato spesso il tasto dell’economia, della finanza, dei mercati globali. E non ha risparmiato critiche al modello produttivo e al capitale speculativo, fermando la sua attenzione soprattutto sullo sfruttamento dei beni comuni, sull’acuirsi delle disuguaglianze sociali e sulle gravi ricadute ambientali. Il libro è una sintesi ben organizzata e suddivisa per temi di quanto il papa ha detto e scritto finora sull’argomento. I principali discorsi e testi sono sedici: particolare rilievo hanno l’esortazione apostolica Evangelli Gaudium (24 novembre 2013) e l’enciclica Laudato si’ (24 maggio 2015). Il curatore, giornalista, scrittore e editorialista di Avvenire, insegna giornalismo alla Gregoriana e all’Istituto universitario Sophia. La prefazione è firmata dallo stesso papa Francesco, che in un passaggio sottolinea: «Il mio pensiero si situa nel cammino tracciato dal ricchissimo patrimonio della dottrina sociale della Chiesa». Nel capitolo “Che fare?” si ricordano i tre grandi compiti necessari per «re-umanizzare l’economia e la finanza». 1) «Dire no a una strategia di esclusione e iniquità in cui il denaro domina a discapito della persona umana». 2) «Contrastare ogni colonialismo pratico o ideologico che impone alienanti modelli di consumo e una indubbia uniformità culturale». 3) «Difendere la Terra, casa comune, oggi saccheggiata, devastata e umiliata impunemente».