Maurizio Pallante

Sostenibilità, equità, solidarietà. Un manifesto politico e culturale

Lindau, 2018, pp. 188, € 16,00

di Raffello Zordan

Mite e sovversivo, come si è rivelato anche attraverso altri suoi lavori – La decrescita felice e Destra e sinistra addio tra questi –, l’autore continua l’analisi della nostra società mercificata rivolgendosi a coloro (e ritiene siano molti) che si accontentano di provare ad attenuare gli effetti di un sistema che, finalizzando l’economia alla crescita della produzione di merci, devasta l’ambiente, la società e la democrazia.

Ammortizzare le disuguaglianze, come fa quel che resta della sinistra; lenire le ferite ambientali, come fanno i movimenti ambientalisti; predicare la nonviolenza, come fanno i movimenti pacifisti; salvaguardare le Costituzioni fondate sul reciproco controllo dei poteri non cambia un sistema che è irriformabile. Non basta resistere, è necessario costruire una controproposta.

L’obiettivo strategico per cambiare davvero è l’abbandono del modo di produzione industriale che è costitutivo tanto del capitalismo, che ha vinto, quanto del socialismo, che ha perso. Come? Attraverso una rivoluzione culturale che avvii la costruzione di un sistema alternativo fondato sulla sostenibilità ambientale e su un’equità estesa alle generazioni future e a tutte le specie viventi.

E il soggetto politico capace di farsi carico di un compito così gravoso va costruito a partire dalle comunità locali che difendono il loro territorio (no Tav, per dire), dalle associazioni di maggior spessore (tipo Sbilanciamoci) e dai movimenti (quello per l’acqua pubblica è un buon esempio). Si tratterebbe di costruire una visione comune e di maturare la capacità di uscire dai propri interessi territoriali o settoriali, arrivando a esprimere competenze e rappresentanti nazionali perché spesso i problemi hanno una dimensione che non si può risolvere localmente. E qui l’autore mostra di avere una visione ottimistica del mondo dell’associazionismo troppo spesso chiuso nel suo particolare e diviso quanto basta…

Si ragiona comunque sui tempi lunghi, anche perché Maurizio Pallante ritiene che nessuno dei partiti in campo oggi, M5S compreso, sia in grado di affrontare i problemi, piuttosto può acuirli.

Nel testo, che non vuole essere esaustivo, c’è un passaggio che riguarda il recupero della dimensione spirituale come elemento indispensabile per costruire il progetto politico. «Il consumismo ha operato, per riprendere le parole di Pier Polo Pasolini, una mutazione antropologica appiattendo gli esseri umani sulla dimensione materialistica e cancellando dal loro orizzonte mentale la spiritualità, elemento costitutivo della natura umana. (…) La valorizzazione della dimensione spirituale è un atto di disobbedienza civile che consente di recuperare la dimensione della solidarietà non solo tra gli esseri umani, ma tra tutti i viventi, e di conferire alla pulsione dell’eguaglianza una connotazione non solo politica ma esistenziale».