Francesco Comina

Abbiamo un sogno. Quando Francesco andò da don Tonino

Il Margine, 2018, pp. 152, € 10,00

Il 20 aprile scorso, papa Francesco è andato ad Alessano in Puglia dov’è sepolto don Tonino Bello, costruttore di pace, vescovo di Molfetta e presidente di Pax Christi, morto 25 anni fa. Prendendo spunto dalla scelta del papa di riconoscere questa voce profetica, l’autore – giornalista e scrittore impegnato nell’area delle associazioni che lavorano per affermare una cultura della pace – ha immaginato don Tonino in dialogo con il pontefice e qualche decina di uomini e donne, sparsi nei secoli, che hanno lasciato un segno positivo nel loro tempo e per le generazioni a venire.

Da Martin Luther King a Nelson Mandela che di sogni se ne intendono, da Lorenzo Milani a Primo Mazzolari, da Alda Merini a John Lennon, da Ryszard Kapuscinski ad Alexander Langer, da Francesco d’Assisi a Miriam Makeba, da Raimon Panikkar a Jorge Luis Borges. In prefazione, il regista Edoardo Winspeare: «È un viaggio spirituale dove don Tonino diventa guida nel paradiso terreno dei grandi uomini giusti».

Ecco alcune lacrime di don Tonino: «Lacrime per tutte le volte che ho provato a dire, anche dentro la Chiesa, le verità che mi portavo dentro ma ho ricevuto tanta insofferenza e indifferenza da parte di chi mi avrebbe dovuto sorreggere e confortare. Lacrime ancora di gioia per i miracoli della vita e della giustizia che ho visto sbocciare nei focolari più umili della mia terra. Lacrime di speranza nel vedere che ora la mia Chiesa ha deciso di scendere in basso e aprirsi al vento misericordioso della carità e dell’accoglienza quando tutto intorno sembra remare contro».