Rosangela Bee, Marta Bortolazzi Ivan Carlot, Giampietro Pizzo

Come un sasso o come un fiore. Storie di rifugiati e progetti di vita

Sinopia, 2016, pp. 168

di Efrem Tresoldi

È possibile dare credito a un rifugiato, cioè un percorso di autonomia economica per chi è stato costretto a lasciare la propria terra? E trasformare il “problema rifugiato” nella “risorsa rifugiato”? Su queste domande hanno lavorato l’Associazione Microfinanza e Sviluppo Onlus con un progetto pilota durato due anni che ha coinvolto centinaia di titolari di protezione internazionale con le loro storie e aspirazioni, cercando quei segnali che potevano rendere possibile l’impresa.

I risultati hanno rivelato un potenziale imprenditivo rilevante nel 28% dei casi. Con questo gruppo sono stati avviati 52 progetti e 14 imprese, dando prova che possono fare impresa e che le strade dell’integrazione passano anche dalla sfera economica. Molti altri rifugiati non sono riusciti a inserirsi in questo circuito, non per colpa loro o per inadeguatezza – sostengono gli operatori di Microfinanza – semmai per l’insufficienza delle di strutture e servizi di supporto necessari per fare emergere le miniere di umanità, di energia, competenze nascoste nei migranti.

Come attestano le sette storie di uomini e donne che sono arrivati in Italia dall’Africa e dall’Asia dopo essere fuggiti da guerre e persecuzioni. Ce l’hanno fatta grazie a doti di creatività, determinazione e senso responsabilità che hanno permesso loro di superare ostacoli di ogni genere, sfiorando la morte più volte, sopportato violenze e privazioni al limite della sopravvivenza. I rifugiati possono essere e sono una risorsa, economica e non soltanto.