Manuel Augusto Lopes Ferreira

Una Historia Singular. Missionarios combonianos em Portugal

Além-Mar, 2017, pp. 400

di Elio Boscaini

Non un libro per autocelebrarsi, ma semplicemente per rendere grazie al Padrone della messe per un’avventura missionaria ben riuscita in terra lusitana e che intende continuare, guardando avanti con fiducia. In occasione dei 70 anni di presenza comboniana in Portogallo, è stato pubblicato questo volume che traccia la storia della presenza comboniana nel paese.

Era il 22 aprile 1947 quando padre Giovanni Cotta si installava a Viseu ? cittadina portoghese nel cuore del nord, che conta oggi più di 90mila abitanti ? per dare inizio a una presenza che, si sarebbe rivelata importante per lo spirito missionario della Chiesa portoghese e per la famiglia comboniana nel mondo. Un esempio certamente tra quelli più riusciti, il Portogallo, della fecondità del carisma missionario di san Daniele Comboni condiviso con la Chiesa e la società portoghesi. Che ha suscitato un fiorire di missionari portoghesi che con la loro vita e il loro sacrificio hanno scritto pagine meravigliose di vita missionaria vissuta nelle Chiese locali di Mozambico, Brasile, Filippine, Macao e di tanti altri paesi nel mondo, africani in particolare.

«La mancanza di memoria storica è un grave difetto della nostra società. Conoscere e poter prendere posizione di fronte agli avvenimenti passati è l’unica possibilità di costruire un futuro che abbia senso», ci ammonisce Francesco nell’Amoris Laetitia (193). E così, il portoghese padre Manuel Augusto, ex provinciale del Portogallo ed ex superiore generale dei comboniani, ci offre il frutto di un paziente lavoro di ricerca che lo ha portato nell’archivio generale a Roma, in quello provinciale a Lisbona e in quelli delle comunità comboniane portoghesi, intervistando i confratelli, verificando nomi, date e fatti. Ed ecco qui il frutto di tanto lavoro.

Che l’autore dedica naturalmente, «con affetto e gratitudine» ai protagonisti di questa storia, i comboniani che hanno lavorato in Portogallo e i comboniani portoghesi, nominandone due in particolare legati alla sua vicenda personale: gli italiani padre Carlo Naldi di Monghidoro (Bologna), allora promotore vocazionale (e oggi in Brasile) che lo “scoprì” scolaro alla primaria del suo paese natale, e padre Enrico Farè che lo “pescò” nelle acque della prima tempesta di gioventù.

Padre Manuel Augusto non nasconde tutta la simpatia che prova nei confronti di questi comboniani italiani che «lavorarono con generosità e spirito missionario esemplari».

Grande riconoscenza l’autore esprime anche ai fratelli missionari «che hanno contribuito in maniera importante alla nascita dell’opera» e a quelli arrivati nel 1949 e a cui è legata la costruzione del seminario di Viseu, della Casa di S. José no Faleiro e le riparazioni nella casa del noviziato in Vila Nova de Famalicão.

Sono passati da poco i due anni dall’esordio dei missionari italiani che viene aperto il seminario con l’arrivo del primo gruppo di seminaristi, che vengono coinvolti in tutte le decisioni che li riguardano, e l’aumento del numero di missionari. I frutti non si fanno attendere. Al 1° marzo 2018 i comboniani di origine portoghese sono 83 di cui 61 preti, 21 fratelli e 1 scolastico.

Questa storia continua tramite i comboniani portoghesi ben inseriti nella Chiesa, che è in Portogallo coscienza critica della società, e che si esprimono tramite le riviste Além-Mar per i grandi, Audácia per i ragazzi e Familia comboniana per amici e benefattori.