Laurent Galandon, Dominique Mermoux

La Chiamata

Mondadori, 2017, pp. 124, € 20,00

di Jessica Cugini

Da uno scrittore che racconta il mondo delle banlieue delle periferie francesi, Laurent Galandon, arriva una graphic novel su una realtà, quella della radicalizzazione dei giovani europei, che cerca di essere indagata da diverso tempo. Cosa muove queste ragazze e ragazzi, apparentemente lontani da questo mondo, a scegliere di seguire la chiamata alla jihad?

Galandon racconta. Lo fa attraverso le angosce di una madre, Cécile, che cerca di ricostruire questo percorso, ripercorrendo a ritroso il cammino del figlio Benoît. Le amicizie certo, ma soprattutto facebook, internet, le chat. Il reclutamento passa via web, diventando martellante. L’efficace scelta di mettere come protagonista la donna porta chi legge a identificarsi: “se fosse mio figlio a fare questa scelta?”, “come lo si tira fuori da questo mondo così sconosciuto e lontano?”.

La necessità di dare risposte per meglio comprendere il fenomeno è di certo più sentita in Francia che nel nostro paese. Ma anche in Italia qualcosa si muove, diversi autori hanno sentito il bisogno di spiegare il terrorismo, l’Isis, la jihad a partire dalle nuove generazioni. Nel tentativo di informare certo, ma anche probabilmente di esorcizzare la paura. L’approdo del tema della radicalizzazione dai media alla graphic novel (ricordiamo le strisce di Zerocalcare nel 2015 sulla rivista Internazionale, che poi vennero ampliate e divennero libro nel 2016, con Kobane Calling) fa comprendere come ci sia la necessità di sviscerare questa realtà attraverso più strumenti di lettura.