Massimiliano Troiani

Magia e Medicina. Malattia, grazia e cura in Africa

Effatà, 2018, pp. 124, € 15,00

L’autore, fotografo e documentarista, si è mosso nei territori della malattia cercando di cogliere attraverso le immagini i nessi corpo-medicina-magia che possono condurre o meno a una guarigione. L’indagine fin dentro lo sguardo del malato avviene non “in Africa”, ma in alcuni paesi ben precisi, che si individuano scorrendo l’indice delle fotografie, e tra alcuni popoli ben precisi in Togo, Rd Congo, Sud Sudan, Ciad, Etiopia, Mozambico, Burkina Faso, Egitto, Malawi, Uganda, Benin, Repubblica Centrafricana.

Spiega l’antropologo Marco Aime in prefazione: «Esistono approcci al male secondo i quali il corpo non viene considerato come un soggetto separato dalla mente e neppure dal contesto sociale in cui vive. Molti sistemi di cura tradizionali, adottati da differenti popolazioni dell’Africa, hanno un carattere olistico (…). La malattia, intesa in questo senso, cessa di essere una pura disfunzione fisica, ma diventa il prodotto di una serie di relazioni tra corpo, mente e condizioni sociali. Non dimentichiamo che molte malattie sono causate da malnutrizione, sottonutrizione, carenza, di igiene, ambienti malsani, tutti fattori che si traducono in una parola: povertà. (…) Compito del guaritore diventa allora il comprendere l’insieme delle cause che provocano qual disordine che porta il male». Cause che, secondo il guaritore tradizionale, hanno a che fare anche aspetti soprannaturali e con le relazioni del malato.

Ci ricorda Aime che, a parere dell’etnopsichiatra Tobie Nathan, la medicina più diffusa nel mondo è la preghiera, dopo viene l’aspirina.