L'AFRICA E' DI MODA - DOSSIER FEBBRAIO 2018

Il Ghana: Capofila dell’Africa occidentale

Si assiste a un progressivo affermarsi del paese nel sistema moda, in virtù di una radicata tradizione e di una nuova generazione di imprenditori. Anche un’agenzia italiana di comunicazione ha scommesso su questo mercato.

di Stefania Ragusa

Quando l’agenzia italiana di comunicazione e pubblicità The Big Now è sbarcata ad Accra, cinque anni fa, i titolari non immaginavano di impegnarsi nel campo della moda.

«Volevamo entrare in un paese emergente ? spiega l’amministratore delegato Emanuele Nenna ?. Abbiamo scelto il Ghana, che era in crescita (con una media del +4.5% negli ultimi anni, nel 2017 il Global Economic Prospects della Banca Mondiale prevedeva un +7,8%, ndr) e offriva stabilità politica. Il fashion però non lo avevamo preso in considerazione». Presto, però, hanno avuto modo di scoprire quanto potenziale ci fosse nel settore. «Il sistema moda, in questo spicchio d’Africa, è retto quasi interamente dalle donne. Le stiliste qui sono anche sarte e imprenditrici ? aggiunge il direttore creativo Massimiliano Chiesa ?. Hanno saputo rinnovare e reinterpretare la tradizione del kente e degli altri tessuti locali, dando prova di avere talento, mestiere, idee. Alcune vantano anche background internazionali ma, con poche eccezioni, i brand fanno fatica a promuoversi e a uscire dai confini nazionali».

Eccezioni sono Christie Brown e Kiki Clothing. Del primo marchio, lanciato nel 2008 e riconducibile alla designer Aisha Obuobi, abbiamo già parlato. Il secondo ha conquistato l’attrice americana Nicole Ari Parker, che lo ha scelto per il passaggio sul red carpet. A idearlo Titi Ademola, che ha studiato moda nel Regno Unito, si è perfezionata negli Usa e poi è tornata a casa per lanciare una propria linea.

Charlotte Prive, Emma Bird, Mina Evans, AfroMod Trends, Adubea Jensen, Lumière Couture sono altri brand, meno famosi ma caratterizzati tutti da un grande potenziale. Le stiliste che li animano hanno in molti casi studiato in Ghana.

Il prodotto non manca

Nella sua tesi di laurea, la sociologa Adwoa Owusuaa Bobie, oggi dottoranda all’Università di Basilea, rileva come la nuova generazione di imprenditori ghaneani della moda lavori in stretta connessione con il resto del mondo. Le nuove tecnologie e internet permettono loro, da un lato, di raccogliere input esterni e rielaborarli localmente, dall’altro di far conoscere i loro lavori all’estero. Non disponiamo purtroppo di dati aggiornati sul fatturato della moda e previsioni attendibili. Questo non ci consente di quantificare con esattezza il peso del Ghana nel fashion system del continente. Ma se si considerano indicatori esterni come le nomine e i premi conseguiti nell’ambito dei contest dedicati (West Africa Fashion Award, per esempio) la sua preminenza colpisce.

Non stupisce quindi che...

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