L'AFRICA E' DI MODA - DOSSIER FEBBRAIO 2018

A scuola di creatività e di impresa

Lagos e Accra, Nairobi e Città del Capo, Addis Abeba e Lomé offrono opportunità formative di buon livello. Per un settore che ha ampie possibilità di crescita.

di Stefania Ragusa

Fino a poco tempo, fa i creatori di abiti in Africa appartenevano a due tipologie. La più numerosa comprendeva quelli che avevano imparato a tagliare e cucire sul campo, lavorando sin da piccoli e, in genere, senza andare a scuola. Poi c’erano quelli (pochi, pochissimi) che avevano avuto l’occasione di formarsi all’estero, magari in costose accademie europee. Oggi lo scenario è cambiato e va imponendosi una nuova tipologia: il designer che ha scelto la professione per piacere e interesse personale e che si è formato in loco. A evidenziare il cambiamento, varie ricerche, ma anche molti dati empirici, come la presenza sempre più diffusa di facoltà e scuole serie dedicate alla moda e al design.

A Lagos, per esempio, c’è l’Osc College of Fashion. La fondatrice, Sola Babatunde, prima di puntare sul fashion aveva studiato economia e lavorato in ambito bancario. La particolarità dichiarata dell’Osc è di accostarsi alla moda in chiave imprenditoriale più che creativa. Agli allievi si insegna a lavorare avendo in testa il pronto moda, che offre margini di crescita e guadagno più elevati del tradizionale abito su misura. In Nigeria e in tutta l’Africa occidentale, dove anche le persone più facoltose tendono a rivolgersi al sarto di fiducia, questo rappresenta una rivoluzione culturale di...

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