Fabio Fabbiani

Non bestemmiare il tempo. L’ultimo insegnamento di don Lorenzo Milani

Dissensi, 2017, pp. 168, € 12,00

Salgo a dicembre in pellegrinaggio da Vicchio a Barbiana. Ho con me questa testimonianza. Quasi rivivessi la prima volta di Fabio quindicenne, accompagnato lassù, “una chiesa incastonata tra due cipressi”. È metà giugno: la scuola ufficiale è in vacanza, quando Fabio “avvilito dalle tante bocciature”, entra in quella scuola che è un “progetto sovversivo”. Non c’è tempo da perdere. “Non bestemmiare il tempo” – come direbbe il Priore – “vuol dire non sciupare un bene prezioso che non ritorna”.

E quindi scuola 365 giorni l’anno, e ci si va volentieri, perché Barbiana non è una scuola come le altre. Entro anch’io in quella scuola, dove l’officina è tanto importante quanto l’aula. Il libro racconta l’esperienza che ha trasformato la vita di Fabio dal primo momento d’incontro con don Lorenzo. Una testimonianza preziosa, a lungo rimasta segreta, e finalmente “raccontata” – grazie alla moglie Sandra Passerotti e non solo ? per rendere anche il lettore partecipe di una scuola il cui messaggio è più attuale che mai. Perché “nella scuola di Barbiana non importava se eri figlio di contadino o di operaio perché era proprio il compito di quella scuola appianare le diversità”.

Per don Lorenzo lo studio deve accrescere la vita. Per lui, la cosa più importante è dare dignità all’allievo e il rispetto di sé. Non esiste, infatti, maturità umana e sociale per poveri e ricchi senza cultura. «Quando lei fu eletto – scrive Sara, figlia di Fabio, a papa Francesco ? mio padre disse: “Scommetti che questo papa va a Barbiana!”. Mi spiace che non abbia potuto vivere fino a sapere che quella scommessa l’aveva vinta!». (E.B.)