Alessandro Pellegatta

Eritrea

Besa editrice, 2017, pp. 180, € 18,00

Un libro di viaggio per conoscere meglio la piccola nazione che si affaccia sul Mar Rosso, ricca di una storia millenaria. L’autore conduce il lettore alla scoperta del paese passo dopo passo nel suo peregrinare. Da Asmara, che a luglio è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità per l’architettura urbanistica d’epoca coloniale italiana, alla città portuale di Massaua alle isole Dahlak con la loro straordinaria bellezza naturale, alla inospitale Dancalia fino a tornare sull’altopiano eritreo alla scoperta di siti archeologici che documentano l’antica civiltà aksumita. Pellegatta utilizza ogni tappa per tornare indietro nel tempo e parlare di imprese coloniali – qui iniziò l’avventura coloniale italiana in Africa – di conquiste belliche, di viaggi di esploratori (non si fa però menzione di Giustino de Jacobis, un grande missionario che operò e morì in terra eritrea), di archeologi e studiosi. L’amore per il popolo eritreo e la sua storia trasuda da ogni pagina. Ma anche l’entusiasmo per il governo attuale che, a suo modo di vedere, lotta «per una propria presenza autonoma nel mondo, contro le sanzioni dell’Onu, contro i tentativi di invasione…». E dunque il rapporto della commissione d’inchiesta dell’Onu sull’Eritrea sarebbe «una sommatoria di argomentazioni e illazioni non documentate». Un’approvazione del regime di Isaias Afwerki, che si scontra con i tanti, in patria ed esuli, che lo giudicano uno stato poliziesco che sopprime le libertà fondamentali. (E.T.)