Francesco Comina

L'uomo che disse no a Hitler. Josef Mayr-Nusser, un eroe solitario

Il Margine, 2017, pp. 185, € 15,00

Ha preferito essere ucciso piuttosto che uccidere. Josef Mayr-Nusser - sudtirolese (1912-1945) – fu reclutato nelle milizie delle SS ma si rifiutò di prestare giuramento a Hitler. Per questo atto di tradimento venne arrestato il 4 ottobre dai nazisti che avevano invaso il Sud Tirolo 1944 e condannato a morte. Josef dovette lasciare la moglie Hildegard e il piccolo Albert di appena un anno. A questa dolorosissima decisione si era preparato da anni, nel servizio di educazione ai giovani – fu presidente della sezione giovanile dell’Azione cattolica di Bolzano, sua città natale – e nella dedizione ai poveri e agli ultimi diventando presidente della Conferenza di san Vincenzo nel quartiere Piani del capoluogo altoatesino.

In fedeltà al vangelo, si era sempre rifiutato di aderire alle ideologie di morte del nazionalsocialismo e del fascismo basate sul culto della razza e sulla violenza. Dopo mesi di privazioni chiuso in carcere, Mayr-Nusser morì per una polmonite il 24 febbraio 1945 su un carro-bestiame del treno che lo portava al campo di concentramento di Dachau. La biografia di questo martire della fede e obiettore di coscienza si estende fino al 18 marzo 2017, giorno della sua beatificazione nella cattedrale di Bolzano. D’ora in avanti la sua festa verrà celebrata il 3 ottobre. «La memoria di questa figura scomoda – rimarca il vescovo Ivo Muser del capoluogo altoatesino – possa aiutarci per la riconciliazione dell’Alto Adige-Südtirol, questa terra di confine incapace di lasciarsi alle spalle gli anni bui del nazismo e del fascismo». (E.T.)