Il santo e l’esercito italiano

Papa Roncalli patrono della nonviolenza

La vita e le opere di san Giovanni XXIII non possono essere associate alle forze armate. Semmai al dialogo e alla ricerca della pace tra i popoli. Non regge la scelta di nominarlo patrono dell’esercito.

di Efrem Tresoldi

La nomina di san Giovanni XXIII a patrono dell’esercito italiano è un oltraggio alla memoria del papa che dentro la Chiesa e nella società ha lasciato il segno come uomo di dialogo e di pace.

È stato affermato che Giuseppe Angelo Roncalli (1881-1963), papa dal 1958 e promotore del Concilio vaticano II, è stato scelto quale patrono dell’esercito perché, giovane prete, era stato cappellano militare durante la Prima guerra mondiale. Una giustificazione che non tiene conto dell’evoluzione umana e spirituale del papa che, il 25 ottobre 1962, contribuì a scongiurare il pericolo di un conflitto mondiale, mediando di persona tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, e facendo rientrare la “crisi dei missili a Cuba”.

L’enciclica Pacem in Terris (11 aprile 1963) è la incontrovertibile testimonianza dell’impegno di un uomo che ha creduto nel dialogo e nella continua ricerca della pace tra i popoli. Gli insegnamenti dell’enciclica risultano ancora più validi oggi. Certamente per Nigrizia, che si occupa di un continente attraversato da gravi conflitti, e per il vasto e variegato movimento pacifista che in questi anni si è mobilitato per un’“altra difesa” e sta lavorando per istituire il Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta.

Per queste ragioni Nigrizia si associa a quella vasta parte del mondo cattolico, Pax Christi in testa, che contesta la nomina voluta dall’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò, e avallata dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Una nomina che contrasta con il pensiero e con l’azione del santo papa.

Si vorrebbe, al contrario, vedere la figura e l’esempio di papa Roncalli proposti a protezione di quanti, credenti e non, si adoperano per un’umanità libera da armi e da eserciti, e sono impegnati con lo strumento della nonviolenza attiva per disinnescare e risolvere i conflitti.