5 DIRITTI CAPITALI: DIRITTO ALLA SALUTE - DOSSIER SETTEMBRE 2017

Cagionevole

È il reddito a determinare la possibilità di curarsi. I sistemi sanitari hanno vistose lacune, ma gli stati non investono. Qualche passo in avanti nella lotta alla malaria. Gli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità.

di Lorenzo Bagnoli

L’Africa mantiene tutti i suoi cliché in termini di salute. La principale causa di mortalità continua a essere l’aids. La malnutrizione resta una piaga. L’accesso alle cure, salvo poche eccezioni, è ancora affare di censo. L’altra triste conferma è che non è solo una questione di povertà di risorse. Spesso è un problema che chiama in causa le istituzioni e la politica: decisioni sbagliate, divisioni interne, conflitti. Lo si deduce a partire dai dati dell’African Health Observatory, l’osservatorio dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulle condizioni di salute del continente (esclusi Somalia, Libia, Egitto, Gibuti, Marocco, Tunisia).

Dove si vive, dove si muore

In Sierra Leone si muore in media all’età di 46 anni. Non è più una questione di conflitti interni, visto che la guerra civile è finita 15 anni fa. Il problema è di una infrastruttura sanitaria incapace di reggere l’avanzata dell’età generale.

Al secondo posto compare il Lesotho, con 50 anni, dieci anni meno del 1990, riferimento della comparazione dei dati Oms. E le condizioni “sfavorevoli” geografiche non sono cambiate: il paese continua ad avere meno abitanti della città di Roma, si trova per intero oltre i mille metri, una superficie inferiore a quella di Piemonte e Liguria, è una enclave del Sudafrica. In questi anni sono peggiorate le condizioni politiche e ci sono sempre più aziende “for profit” all’interno del sistema sanitario. Al terzo posto segue la Repubblica Centrafricana, con un reddito Pil di 1,5 miliardi di dollari l’anno. In discesa.

Al contrario Capo Verde, Seicelle e Maurizio – piccole nazioni arcipelago e nemmeno particolarmente ricche, anche in termini di infrastrutture sanitarie – hanno numeri da vecchia Europa: l’età media è rispettivamente di 75, 74 e 74 anni. Anche la mortalità di donne e bambini (dati del 2015) è bassa: 14 mamme ogni 1000 alle Maurizio, stesso dato alle Seicelle, 25 a Capo Verde (dove negli anni Novanta era di 63). Per gli under 5: prime Seicelle e Maurizio (12 ogni mille abitanti), segue Capo Verde con 21.

Angola e Repubblica Centrafricana, invece, non sono paesi per donne e bambini. Per le mamme la mortalità in Angola è di 157 ogni 1000, segue il Ciad con 139 e terzo il Centrafrica con 130. Per i bambini minori di cinque anni, al primo posto c’è sempre l’Angola (196), Repubblica Centrafricana e Sierra Leone seguono a 92.

Le cause di mortalità sono...

Leggi l'intero dossier e gli altri articoli di approfondimento e analisi. 
Abbonati alla nuova edizione della rivista mensile, cartacea o digitale!