Il Kenya torna al voto

La Corte suprema invalida le presidenziali

I giudici hanno accolto il ricorso dell’opposizione che segnalava irregolarità nelle elezioni kenyane dell'8 agosto. Le responsabilità sono attribuite alla commissione elettorale (Iebc). Nuovo appuntamento con le urne entro 60 giorni.

di Bianca Saini

La Corte suprema del Kenya ha emesso in tarda mattinata il suo verdetto sul ricorso presentato dalla coalizione di opposizione, Nasa, sul risultato delle elezioni presidenziali tenutesi l’8 agosto scorso (vinte dal presidente uscente Uhuru Kenyatta con il 54% dei voti).

A maggioranza (4 giudici a favore e 2 contrari, 1 assente per gravi motivi di salute) la corte ha stabilito che le numerose irregolarità denunciate dall’opposizione e provate nel corso del dibattimento hanno influenzato l’integrità delle elezioni, che perciò sono nulle e devono essere rifatte entro 60 giorni.

Il presidente della Corte, David Maraga, ha letto solo un riassunto della sentenza e le decisioni della corte. Il documento completo che sarà disponibile nella sua interezza e complessità solo tra 21 giorni. Maraga ha dichiarato di aver dovuto seguire questa procedura per rispettare i termini temporali dettati dalla Costituzione.

Secondo la dichiarazione della Corte, la commissione elettorale (Iebc) è stata ritenuta la sola responsabile di non aver condotto il processo elettorale in modo trasparente e seguendo le norme stabilite dalla Costituzione. Sembrerebbe invece prosciolto da ogni responsabilità il partito del Jubilee, accusato di pratiche non consentite (per esempio, usare le risorse dello stato per la propria campagna elettorale). Ma ovviamente per i dettagli che hanno determinato la decisione bisognerà aspettare il documento completo.

I legali di Uhuru Kenyatta hanno immediatamente dichiarato che il giudizio non ha basi legali, ma è determinato unicamente da ragioni politiche. Appena letta la sentenza, fuori dal tribunale e in città sono cominciate le manifestazione di esultanza dei sostenitori dell’opposizione e del suo candidato presidente, Raila Odinga.

Numerose dichiarazioni raccolte tra i politici e i legali presenti alla lettura della sentenza, ma anche tra semplici cittadini, sottolineano che si tratta di un momento storico per il paese. Sicuramente la decisione ricuce uno strappo tra le istituzioni e molti kenyani che avevano perso la speranza di veder ascoltata la loro voce espressa attraverso il processo democratico del voto.