Kenya e voto

Con il fiato sospeso

Si attende il giudizio della Corte suprema sulla regolarità delle elezioni presidenziali dell’8 agosto. Sotto la lente un voluminoso dossier-denuncia della coalizione che ha espresso il candidato Odinga, risultato perdente.

di Bianca Saini

Entro questa settimana la Corte Suprema darà il suo verdetto sulle elezioni presidenziali dello scorso 8 di agosto, i cui risultati sono stati contestati dalla coalizione di opposizione, Nasa, guidata dal candidato presidente, Raila Odinga.

Fin dal momento in cui la commissione elettorale (Iebc), diffondeva i primi risultati, che davano l’attuale presidente Uhuru Kenyatta in vantaggio con una percentuale di voti inaspettatamente alta e costante per tutto lo spoglio, l’opposizione denunciava brogli nella trasmissione dei voti al server centrale e l’hackeraggio del sistema, con l’introduzione di un logaritmo che garantiva un costante vantaggio al partito del presidente, il Jubilee. Criticata anche la velocità con cui la Iebc ha dichiarato ufficialmente il vincitore, senza tener conto delle richieste di controllo da parte dell’opposizione, che decideva perciò di non partecipare alla cerimonia ufficiale e di presentare ricorso, come previsto dalla legge vigente. La Iebc sosteneva, invece, che tutto si era svolto regolarmente e che le accuse dell’opposizione non avevano nessun fondamento, posizione sostenuta anche dai vincitori.

Ma nei giorni seguenti emergevano fatti e testimonianze che documentavano numerose irregolarità. Una rete di organizzazioni della società civile nazionale, Kura Yangu, Sauti Yangu,(Il mio voto è la mia voce) che aveva 500 osservatori dislocati in tutti i collegi elettorali, ha presentato, attraverso i mass media, due rapporti integrati di analisi dei dati relativi alle votazioni che pongono diverse domande.

La prima riguarda le tre diverse serie di dati “ufficiali” relative alle elezioni del presidente. Quelli usati al momento della dichiarazione del vincitore. Quelli che appaiono sul sito della Iebc e quelli che risulterebbero dal confronto con i moduli di trasmissione dei dati da ogni sezione e da ogni collegio elettorale. Questi dati ufficiali, perché tutti diffusi dalla commissione elettorale stessa, non collimano. Ad esempio: al momento della proclamazione del vincitore è stato annunciato che i votanti erano stati 15.073.662; i votanti risultanti dalle trasmissioni in diretta dati dalla commissione erano 15.518.971; quelli che si trovano sui sito ufficiale 15.586.401. Inoltre il confronto con le copie cartacee dei moduli di trasmissione collimerebbero solo in pochissimi casi, 5 per la precisione. E ancora, secondo i rapporti citati, ci sono differenze notevoli tra gli elettori registrati nelle liste elettorali e i voti espressi e perfino tra i votanti e i voti validi. E si tratta solo di pochi esempi tra i moltissimi enumerati.

Scenari

Nel dibattimento presso la Corte suprema, iniziato domenica scorsa, sono emersi anche altri elementi di criticità. Il primo è certamente la resistenza della Iebc a concedere l’accesso ai suoi server, nonostante la richiesta della Corte stessa. Un rapporto fatto filtrare da un esperto legale vicino all’opposizione, il prof. Makau Mutua, potrebbe darne ragione. Sarebbero infatti state trovate le prove di numerosi accessi illegali durante la registrazione dei risultati elettorali oltre che di manipolazioni dei risultati stessi. Un altro elemento interessante è la presentazione della formula matematica che avrebbe garantito il costante vantaggio del presidente eletto durante lo spoglio delle schede. La stessa formula potrebbe aver modificato anche le elezioni a livello di contea, come del resto lo stesso Raila Odinga dichiarò quando lo spoglio era ancora in atto.

La Corte suprema dovrà dare il suo verdetto tenendo conto di queste irregolarità e di molte altre ancora, delle prove portate dalla coalizione di opposizione e delle considerazioni sia del partito dichiarato vittorioso, il Jubilee, sia della commissione elettorale stessa. Secondo i mass media locali, sarebbero possibili tre scenari: il rigetto totale della petizione dell’opposizione; la dichiarazione di validità o non validità del voto, con la conseguente necessità di tornare alle urne; la non validità della dichiarazione della commissione riguardo al vincitore della competizione elettorale.

Il giudizio è atteso per la fine di questa settimana. Ci si aspetta un voluminoso dossier, che decine di legali assunti allo scopo stanno preparando in queste ore. I kenyani sono intanto bombardati da indiscrezioni di varia provenienza e fondatezza sia sull’andamento del procedimento sia su quanto potrebbe succedere dopo il giudizio della Corte. E rimangono con il fiato sospeso.