Antonio Papisca

Noi, diritti umani. We, human rights

Marsilio, 2016, pp. 191, € 14,00.

Non è cosa semplice appassionare qualcuno alla lettura di testi giuridici scritti in un linguaggio spesso tecnico e arido. Ci riesce, invece, con un espediente, Antonio Papisca. Professore emerito dell’Università di Padova dove ha insegnato Relazioni internazionali e Tutela internazionale dei diritti umani, presenta la tematica dei diritti umani universali con un testo – in versione italiana e inglese – inteso per la rappresentazione teatrale. Gli attori principali, incarnati in figure umane, sono le fonti del Diritto internazionale a partire dalla Dichiarazione universale del 1948, le Convenzioni internazionali sui diritti dei bambini, sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, sui diritti delle persone con disabilità, sullo status dei rifugiati, nonché la Dichiarazione dell’ONU sui difensori dei diritti umani e quella (nascitura) sul diritto alla pace. Due dispute vivacizzano il dialogo tra gli attori: la prima tra Giovanni Senzaterra, re d’Inghilterra che firmò nel 1215 la Magna Charta Libertatum e Sundjata Keita, che in Africa occidentale proclamò attorno al 1230 la Carta di Kurukan Fuga. La seconda disputa è tra lo Ius Vetus, il vecchio diritto statocentrico delle sovranità nazionali armate e lo Ius Novum, il diritto umanocentrico dei diritti umani e della pace. Il libro di Papisca è in cerca di autore, di un regista che con la stessa passione e creatività del professore sappia realizzare uno spettacolo teatrale capace di far apprezzare e interiorizzare i valori universali della dignità e della pace. (E.T.)