LA GUINEA SIA CONDE' - DOSSIER MARZO 2017

Risacca wahabita

Il radicalismo di stampo salafita, che si richiama all’autenticità dell’islam delle origini, attrae soprattutto i giovani. La concorrenza con il sufismo.

di Elisa Pelizzari (*)

Paese dai forti contrasti, la Repubblica di Guinea sta attraversando un periodo delicato, in concomitanza alla crisi che grava sull’intera area sahelo-sahariana e che si è manifestata in maniera particolarmente acuta nel vicino Mali. Non sono, dunque, le fragilità delle istituzioni interne o le carenze di un’economia erosa dalla corruzione a inquietare maggiormente in questo momento, bensì un nemico più subdolo e in grado d’incidere su una gioventù in cerca di speranze per il suo avvenire: l’estremismo musulmano di stampo salafita (wahabismo).

Tale dottrina richiama i fedeli alla purezza dell’islam delle origini, praticato dai compagni del profeta Maometto, i pii antenati (al-salaf al-salih). Sotto il profilo teologico, rimanda al pensiero di Muhammad Bin Abd Al-Wahhab (vissuto nella Penisola arabica nel XVIII sec.) e all’eredità della scuola giuridica hanbalita (IX sec.), corrente sunnita e rigorista. Come ci ha spiegato l’imam Sidibé al-Hassan, incontrato lo scorso novembre all’università laica Kofi Annan di Conakry, il wahabismo difende una... 

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(*) Elisa Pelizzari è antropologa e responsabile editoriale L'Harmattan Italia