Luciano Carrino

Perle, pirati e sognatori

Franco Angeli, 2016, pp. 236, € 29,00

È necessario lavorare per costruire un movimento capace di riformare davvero la cooperazione allo sviluppo. Una riforma che metta al centro le comunità locali del Sud e del Nord del mondo e che abbia un approccio territoriale innovativo. È ciò che si propone di spiegare in queste pagine l’autore che di mestiere sarebbe uno psichiatra ma che è stato a lungo responsabile, al ministero degli esteri, del programmi di cooperazione Italia/Nazioni Unite per lo sviluppo umano in Africa, Mediterraneo, America Latina ed Europa dell’Est.

Le perle, spiega Carrino, sono le magnifiche ma isolate esperienze di cooperazione, incapaci di creare una collana, cioè un insieme compiuto. I pirati sono i troppi che dominano la scena badando solo ai propri interessi. I sognatori sono coloro che non si sono fatti scoraggiare la penosa situazione e continuano a credere che sia possibile cambiare passo.

Nell’analisi si ravvisano cinque distorsioni nella cooperazione: un eccesso di concentrazione e di poteri a livello dell’amministrazione centrale dello stato; una mancanza di circolazione di informazioni tra il vertice e la base; ogni aspetto è trattato separatamente, frammentariamente, in modo semplificato e non comunicante; un approccio assistenzialista che non si occupa mai di ridurre le cause del malessere, ma si limita a gestirne le mille forme come se fossero inevitabili; fare delle regole e delle procedure, non il mezzo per raggiungere presto e bene gli obiettivi pianificati, ma un fortino del burocratismo. (r.z.)