COSì VICINI, COSì LONTANI – DOSSIER GENNAIO 20127

Immaginario a senso unico

Il mercato dell’arte visuale è saldamente nelle mani dell’Occidente che valorizza ciò che è spendibile presso il pubblico e la critica occidentali. Questo fatto condiziona la produzione artistica africana e appanna il confronto culturale.

di Stefania Ragusa

L’idea che a raccontare le storie africane, attraverso immagini e/o parole, debbano essere anche e soprattutto gli africani, come stiamo vedendo, ha preso piede. Difficilmente si troverà qualcuno apertamente ostile a questo passaggio e, come ci ha detto il critico Simon Njami, «nessun curatore degno di questo nome può oggi ignorare l’arte visuale africana». Ma se i leoni cominciano a raccontare le loro storie, la grammatica e la sintassi continuano a essere prevalentemente quelle dei cacciatori.

La costruzione dell’immaginario coloniale comincia, infatti, molto lontano e non basta dire “adesso tocca a noi” per sottrarsi alla sua pervasività. Troppe volte il punto di vista africano viene fatto coincidere con...

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