Alberto Zorloni

Etiopia. Una storia africana

Dissensi, 2016, pp. 246, € 15,00

Il riferimento temporale è un viaggio fatto nel 2003 nell’Etiopia settentrionale, lungo quella che è definita “la rotta storica”; l’impianto è quello del racconto-riflessione con ampie digressioni storiche; le domande che tornano con puntiglio riguardano il “totem” dello sviluppo e in senso più lato della modernità. L’autore, veterinario tropicalista con esperienze di cooperazione in Africa e America Latina, muove da un assunto: «Non ci si sviluppa “da fuori” ma solo partendo da ciò che si è. Lo sviluppo non può rappresentare una cesura con il passato, ma deve costituirne l’evoluzione. L’Etiopia è forte di una storia affascinante, intensa e sorprendente, e su questa base potrebbe realizzare un progresso originale, davvero suo». A proposito di storia e di presente, in prefazione lo storico e giornalista Angelo del Boca ritiene che «le pagine più belle ed efficaci sono quelle che Zorloni dedica alla visita della città santa di Lalibela, un complesso di undici chiese rupestri scavate nel tufo rosa e collegate tra loro da una rete di gallerie. (…) Intorno alle chiese è sorta una piccola città, abitata da religiosi e artigiani che vivono come un tempo, in povertà e preghiera». Con ostinazione l’autore sogna un “umanesimo africano”, consapevole però che i responsabili politici del continente e dell’Etiopia guardano altrove: terre svendute a investitori con pochi scrupoli e progetti idroelettrici che lasciano intere popolazioni senza acqua e terra.