Raùl Zecca Castel

COME SCHIAVI IN LIBERTA'

Arcoiris, 2015, pp. 269, € 14

di Efrem Tresoldi

Poveri in canna

Il libro-inchiesta denuncia le condizioni di sfruttamento cui sono sottoposte decine di migliaia di braccianti haitiani che lavorano nelle piantagioni di canna da zucchero della Repubblica Dominicana. Alloggiati in baracche fatiscenti spesso prive di energia elettrica, acqua corrente e servizi igienici, vivono in piccole comunità, i bateyes, disperse tra le piantagioni e distanti dai centri urbani.

Sottopagati e alla mercé dei loro padroni – il 98% non possiede un contratto di lavoro scritto – i tagliatori di canna sono stati privati della loro identità e dignità. «Nel 2013 – ricorda Fabrizio Lorusso nella prefazione – la Corte Costituzionale dominicana ha emesso una sentenza con valore retroattivo (fino al 1929!) che abolisce lo ius soli come criterio per conseguire la nazionalità. Così, improvvisamente, oltre duecentomila persone residenti nel paese, haitiani o discendenti di haitiani, sono diventate apolidi e si sono viste negare i più elementari diritti come la sanità, l’istruzione e la cittadinanza».

Le condizioni di lavoro e più in generale di vita per i braccianti delle piantagioni e le loro famiglie sono andate via via deteriorandosi con l’applicazione di politiche neoliberiste adottate dalla Repubblica Dominicana. In particolare a partire dal 1999, anno in cui l’industria saccarifera dominicana è passata dalle mani dello stato a quelle di privati. Tre sono le principali aziende che controllano la produzione dello zucchero nell’isola e appartengono alle famiglie dei Vicini, dei Fanjul e dei Campollo. Tramite un sistema di comando fortemente piramidale, le aziende hanno un potere quasi incontrastato sulla vita dei braccianti, non solo in ambito lavorativo ma in tutti gli aspetti della vita civile comunitaria dei bateyes, diventati una sorta di stato nello stato.

L’autore, antropologo trentenne, nei mesi trascorsi nell’isola ha visitato 35 bateyes, realizzato 220 interviste e scattato più di 2mila foto, una selezione delle quali è pubblicata nel libro. Fatto ancora più significativo, alcune di queste foto fanno parte del materiale documentaristico utilizzato dal Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti nel rapporto ufficiale del 27 settembre 2013 che denuncia la Repubblica Dominicana di violazione degli accordi del Trattato di libero commercio relativamente ai temi dei diritti sul lavoro, in vigore dal 2007 tra i due paesi.

Determinante per il contatto con il Dipartimento del lavoro degli Usa è stata l’intermediazione del missionario anglo-spagnolo Christopher Hartley, uno dei primi a portare alla ribalta internazionale la battaglia per i diritti dei braccianti haitiani nelle piantagioni della Repubblica Dominicana. Per le sue prese di posizione venne sollevato dall’incarico pastorale dal vescovo della diocesi dominicana dove operava e infine espulso dalle autorità del paese.