Francesco Comina

Monsignor Romero martire per il suo popolo

La meridiana, 2016, pp. 213, € 18,00.

di Efrem Tresoldi

Pagine di diario che nel 1978 Oscar Romero iniziò a registrare, accompagnate dai commenti dell’autore del libro e da annotazioni di varie persone incontrate fino al giorno del suo martirio, il 24 marzo 1980, offrono al lettore la percezione del sofferto e solitario cammino del vescovo. Fedele al Vangelo e alla Chiesa, animato da un grande amore per i poveri, Romero fu perseguitato dal governo oppressivo del Salvador ed ebbe a patire, forse di più, per incomprensioni e calunnie da parte della Chiesa istituzionale. Che fu prigioniera, nell’era della Guerra fredda e sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, dell’ideologia dell’anticomunismo che era usata come arma dai poteri economici e politici per reprimere con la violenza ogni movimento popolare per l’affermazione dei diritti umani. Alla pari di schiere di martiri – laici, sacerdoti e religiose uccisi in Salvador – Romero è stato accusato di sovversione e di favorire organizzazioni marxiste atee. La sua beatificazione il 23 maggio 2015, voluta da papa Francesco, ha ristabilito la memoria profetica del Santo d’America, indicato come luce della Chiesa latinoamericana e di tutto il popolo di Dio.