Lukian Prijac (a cura di)

Le relations entre l’Ethiopie et le nations étrangères

Lit, 2015, pp. 380.

di Elio Boscaini

L’Etiopia ha sempre fatto parte del nostro universo dai tempi delle descrizioni dei viaggiatori greci o romani. Fin dall’antichità, questa parte del mondo che sarebbe divenuta l’Etiopia, ha avuto rapporti commerciali, diplomatici, culturali o religiosi con altri popoli, dai tempi dei faraoni all’arrivo dei greci evangelizzatori nel IV secolo, dagli esploratori del XVI secolo ai commercianti europei e non di oggi.

Il volume inaugura una serie che si potrebbe chiamare “un altro modo di leggere la storia dell’Etiopia”, tramite il prisma dei suoi rapporti con le nazioni straniere. La storia dell’Etiopia è suddivisa in sei periodi, dal regno di Axum ad oggi: «È sempre stato contro o grazie agli stranieri che gli etiopici seppero, spesso nel dolore e il furore, rimanere sé stessi nell’unità, preservare la loro indipendenza e il loro saper vivere, entrare nel mondo moderno», conclude il curatore.

Tra i 15 contributi, interessante quello di Antonio Furioli, comboniano, per 15 anni missionario in Etiopia e da sempre attento studioso della cultura e civiltà etiopica. L’articolo, in francese, traccia una “breve storia delle relazioni tra Etiopia e Vaticano. Dalle relazioni diplomatiche al dialogo ecumenico”. La conclusione dell’autore è che i contatti amichevoli tra Etiopia e Vaticano «non datano solo da oggi, ma si sono consolidati nel tempo, mostrando che il cristianesimo si può vivere brillantemente anche a latitudini diverse, senza che ciò diminuisca l’ortodossia della fede e delle relazioni tra le Chiese e gli stati». Un esempio, quello dei rapporti Etiopia-Vaticano, «di comprensione e di accoglienza rispettosa delle diversità».