Rosa Freedman

FAILING TO PROTECT

Hurst & Company, 2014, pp. 222.

di Efrem Tresoldi

Questa Onu non basta

Le Nazioni Unite, istituite per garantire nel mondo pace e sicurezza, sviluppo e difesa dei diritti umani, si sono rivelate incapaci di proteggere i diritti di tanta gente: dalle vittime di pulizie etniche ai migranti, dagli sfollati a causa di guerre alle donne che subiscono abusi orrendi. L’autrice, che ha al suo attivo un vasto repertorio di articoli e pubblicazioni sul diritto internazionale e sulle Nazioni Unite, spiega il perché di tale fallimento.

Con una scrittura accessibile anche ai non addetti ai lavori, individua nella politicizzazione, ossia nella preponderanza di obiettivi politici di stati e di blocchi di nazioni, uno tra i principali punti di debolezza che minano la credibilità e l’operatività dell’Onu. E documenta con accuratezza casi in cui risoluzioni votate dall’Onu per sanzionare nazioni accusate di gravi violazioni di diritti umani sono state bloccate e mai applicate. Un esempio per tutti: il Darfur in Sudan. Il governo di Khartoum – racconta Freedman – aveva armato e appoggiato milizie che a partire dal 2003 attaccarono gruppi etnici accusati di sostenere le forze ribelli. Milioni di persone furono costrette ad abbandonare le loro case, centinaia i villaggi distrutti, trecentomila le persone uccise, stupri e violenze sessuali utilizzate come arma da guerra.

Ma l’Onu non ha saputo intervenire per proteggere la popolazione. Perché? L’Organizzazione della cooperazione islamica, di cui fa parte il Sudan, grazie alla forte influenza nel Consiglio per i diritti umani Onu ha fatto quadrato attorno a Khartoum dicendo che non poteva intervenire in difesa della popolazione in Darfur perché privo di mezzi e risorse necessarie. Deviata l’attenzione mondiale dal caso, il governo sudanese ha potuto continuare indisturbato nel dare copertura alle atrocità commesse dalle milizie in Darfur.

Ma il giudizio sull’Onu non è del tutto negativo. Il successo maggiore delle Nazioni Unite – sostiene Freedman – è lo sviluppo e la promozione dei diritti umani. L’istituzione mondiale offre una piattaforma ai rappresentanti degli stati di incontrarsi, discutere e confrontarsi al fine di formulare risoluzioni, redigere testi di trattati e normative. Avvalendosi della condivisione di informazioni, delle missioni di inchiesta, dell’apporto di esperti e di organizzazioni non governative.

Rimane comunque la necessità di riforma dell’Onu. Ne è convinta l’autrice del volume che esamina realisticamente alcune possibilità di riforma suggerite anche da altri. Escludendo l’opzione di una ristrutturazione radicale delle Nazioni Unite, improponibile per tante ragioni non ultima quella economica, propone il perfezionamento del funzionamento di enti esistenti e l’estensione di meccanismi di protezione dei diritti operanti per ora solo in tre continenti. È una proposta tra altre che Freedman lancia per stimolare un dibattito non solo tra gli addetti ai lavori bensì tra tutti coloro che credono che l’Onu debba impegnarsi concretamente per garantire la difesa delle persone da gravi violazioni dei diritti.